Il Papa a tavola con gli ultimi: nell’Aula Paolo VI il pranzo del Giubileo dei Poveri
Da nove anni la domenica della Giornata Mondiale dei Poveri diventa un momento di fraternità e dignità condivisa.
L’Aula Paolo VI, nel cuore del Vaticano, si è trasformata ancora una volta in un grande ristorante solidale per accogliere oltre 1.300 persone senza dimora, famiglie in difficoltà e persone che vivono condizioni di grave fragilità sociale. Come ormai accade da nove anni, il pranzo della Giornata Mondiale dei Poveri è diventato un appuntamento di fraternità che unisce Chiesa e ultimi, volontari e indigenti, in un’unica comunità.
Anche quest’anno Papa Leone XIV ha voluto sedersi a tavola insieme agli ospiti, seguendo l’esempio del suo predecessore, Papa Francesco, che aveva fortemente voluto questa tradizione. Il Pontefice, accolto con un lungo applauso, ha espresso subito la sua gratitudine:
“Con grande gioia ci raduniamo in questo pomeriggio per il pranzo, nella Giornata dei Poveri che tanto ha voluto il nostro amato, mio predecessore, Papa Francesco. Un forte applauso per Papa Francesco.”
Il grazie ai Vincenziani: 400 anni di servizio ai poveri
Il pranzo, offerto grazie alla generosità della Comunità di San Vincenzo, ha assunto quest’anno un significato ancora più speciale, nel ricordo dei 400 anni dalla nascita del loro fondatore.
“Siamo pieni di gratitudine”, ha detto Papa Leone XIV, ringraziando sacerdoti, religiose e volontari vincenziani che in ogni angolo del mondo soccorrono chi vive nel bisogno.
A servire ai tavoli erano presenti proprio i membri della famiglia vincenziana, segno concreto di una carità che non smette mai di tradursi in gesti quotidiani di attenzione e prossimità.
La benedizione del Papa: “Che il Signore benedica la nostra fraternità”
Prima del pasto, il Santo Padre ha impartito la benedizione, ricordando tutte le persone che soffrono a causa della guerra, della violenza e della fame:
“Chiediamo che il Signore benedica i doni che riceveremo e la vita di ognuno di noi. Benedici, Signore, la nostra fraternità e aiutaci a camminare sempre uniti nel tuo amore.”
Dopo la preghiera, il Papa ha rivolto agli ospiti un sorriso e il suo augurio: “Buon appetito!”
Il menu semplice e curato prevedeva lasagne di verdure e pollo, un pasto preparato e servito con dignità e calore.
Una famiglia senza confini
Tra gli ospiti erano presenti anche un gruppo di donne transgender, diversi studenti ucraini e tante persone provenienti da varie nazionalità e storie di vita. Segno evidente di una Chiesa che abbraccia e accoglie, senza esclusioni.
Intanto, nei Giardini Vaticani, l’associazione francese Fratello ha organizzato un altro pranzo per circa 200 poveri. Con una sorpresa che ha commosso tutti, Papa Leone XIV si è recato anche da loro, salutandoli uno a uno e impartendo una benedizione spontanea.
Uno stile di Chiesa che ispira
Il pranzo del Giubileo dei Poveri non è soltanto un appuntamento annuale: è un segno profetico dello stile di una Chiesa che cammina con gli ultimi, ascolta i loro bisogni, condivide il pane e la vita.
L’impegno dell’Associazione Giovanni Paolo II
Per la nostra Associazione, che porta il nome di un Pontefice che ha dedicato la sua missione a difendere la dignità di ogni persona, questo gesto del Papa è un richiamo forte a continuare:
ad accompagnare i più fragili,
a creare momenti di incontro vero,
a promuovere la cultura della prossimità,
a trasformare la solidarietà in azioni concrete.
Che questo esempio ci spinga, ogni giorno, a costruire una società più fraterna e più giusta.
a cura dell'Associazione Giovanni Paolo II - Settore Media e Comunicazione




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