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Visualizzazione dei post con l'etichetta Marzo 2019

"Cos’è la Domenica delle Palme?"

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La Domenica delle Palme è il giorno ricordato come “l’entrata trionfale” di Gesù a Gerusalemme, una settimana prima della Sua resurrezione, (Matteo 21:1-11). 450-500 anni prima il profeta Zaccaria aveva profetizzato: “Esulta grandemente, o figlia di Sion, manda grida di gioia, o figlia di Gerusalemme; ecco, il tuo re viene a te; Egli è giusto e vittorioso, umile, in groppa a un asino, sopra un puledro, il piccolo dell'asina”, (Zaccaria 9:9). Matteo 21: 7-9 dimostra che la profezia si realizzò: “condussero l'asina e il puledro, vi misero sopra i loro mantelli e Gesù vi si pose a sedere. La maggior parte della folla stese i mantelli sulla via; altri tagliavano dei rami dagli alberi e li stendevano sulla via. Le folle che precedevano e quelle che seguivano, gridavano: «Osanna al Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nei luoghi altissimi!»”. Questo evento avvenne la Domenica prima della crocifissione di Gesù.

Dio attende la nostra conversione

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Anche questa domenica il Vangelo ci parla di un Dio paziente e della necessità della conversione e del ritorno ma la luce è tutta in quella festa della quale Dio ci vuole tutti partecipi. Potremmo dire, allora, che conversione è spalancare il cuore alla gioia. #Commento al #Vangelo di oggi. Rif.: Gs 5, 9a – 12; Sal 33; 2Cor 5, 17 – 21; Lc 15, 1 -3. 11 -32 Circondato da pubblicani e peccatori che corrono ad ascoltarlo, il Signore viene per questo aspramente criticato dagli scribi e dai farisei. Ma Egli spiega che è la misericordia del Padre a spingerlo verso chi molto ha peccato, perché tutti capiscano che ogni uomo, peccatore o no, è atteso da Dio con uguale amore e trepidazione. Per far questo Gesù narra l’ormai famosissima parabola del “Figliuol prodigo”, una parabola che crediamo rivolta ai peccatori ed è invece rivolta a chi si crede giusto, a chi, pur avendo una cultura in campo religioso, non conosce Dio, non lo ama, non sente di appartenergli e se ne tiene lontano. ...

“Superiamo le nostre miopi logiche di divisione, viviamo come fratelli non come nemici”

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A Rabat la Messa a conclusione del Viaggio Apostolico in Marocco davanti a 10mila fedeli; appello di Papa Francesco al dialogo e all'unità: "Solo se siamo capaci ogni giorno di alzare gli occhi al cielo e dire 'Padre nostro' potremo entrare in una dinamica che ci permetta di guardare e di osare vivere non come nemici, ma come fratelli" Rabat – “Ci minaccia sempre la tentazione di credere nell’odio e nella vendetta come forme legittime per ottenere giustizia in modo rapido ed efficace. Però l’esperienza ci dice che l’odio, la divisione e la vendetta non fanno che uccidere l’anima della nostra gente, avvelenare la speranza dei nostri figli, distruggere e portare via tutto quello che amiamo”. Così Papa Francesco si rivolge agli oltre 10mila fedeli, di 60 nazionalità, che affollano il Complesso Sportivo Principe Moulay Abdellah di Rabat, dove il Pontefice presiede la Santa Messa a conclusione del suo Viaggio Apostolico in Marocco. Nella sua omelia, pron...

COME SAREBBE VIVERE LO STILE DI GESÙ?

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Dovremmo imitarlo? Fare quello che ha fatto? Dire quello che ha detto? Pensare come Lui pensava? Dobbiamo riconoscere che provare a rispondere a queste domande ci porta in un vicolo ceco. Più di una volta non sapremmo come affrontarle. Chi potrebbe imitarlo o fare, dire e pensare come Lui? Risulta difficile e irraggiungibile, se ci pensiamo, partendo dalle nostre forze. Per riuscire a comprendere come si possa arrivare a vivere lo stile di Gesù forse dovremmo contemplare lo stesso Gesù. La prima cosa che vediamo è che Gesù ha una missione di cui è innamorato, e questo lo porta a fare, dire, pensare ciò che abbiamo conosciuto di Lui nei Vangeli: la Passione per annunciare il Regno di suo Padre. Egli concentra tutte le sue energie vitali che lo portano a dedicare interamente se stesso alla liberazione degli oppressi, a guarire gli ammalati, ad insegnare tutto ciò che riguarda il Padre suo a quelli che non lo conoscono, a dare la vita per amore e a soffrirne le conseguenze in man...

I tre motivi del viaggio del Papa in Marocco

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Musulmani, migranti, minoranza cattolica: le tre "m" che caratterizzeranno la visita del Pontefice. N ella fitta agenda di viaggi di Papa Francesco per il 2019 c’è spazio anche, in questo ultimo fine settimana di marzo, per il Marocco. La scelta di visitare un altro Paese a maggioranza islamica, dopo gli Emirati Arabi ad inizio febbraio , dà la cifra dell’impegno di questo pontificato a percorrere la strada del dialogo interreligioso con il mondo musulmano. Prima di lui, soltanto un altro Papa era stato in Marocco, Giovanni Paolo II, nell’agosto 1985. Il Papa polacco, incontrando una delegazione di giovani musulmani a Casablanca, disse: “Il dialogo tra cristiani e musulmani oggi è più necessario che mai”. Sono passati trentaquattro anni, ma quelle parole appaiono quanto mai attuali. Ma non solo l'Islam, Francesco in Marocco valuterà anche la condizione dei migranti nei Paesi di transito e quella della minoranza cattolica. Dialogo con l'Islam Il Vescovo di...

Quando in Marocco, Giovanni Paolo II parlò a 80 mila giovani musulmani

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Dal 30 al 31 marzo prossimo, Papa Francesco sarà in Marocco. In Paese fu visitato in precedenza solo da Papa Giovanni Paolo II che il 19 agosto 1985 visse a Casablanca un inedito incontro con migliaia di giovani musulmani. Vi proponiamo una sintesi delle parole da lui pronunciate in quell'occasione. Giovanni Paolo II visitò il Marocco nel 1985. Francesco sarà dunque il secondo Papa a visitare il Paese, dopo ben 34 anni da quell’evento: visiterà le città di Rabat e Casablanca. Quella di Giovanni Paolo II in Marocco era l’ultima tappa di un viaggio apostolico che comprendeva diversi Paesi africani: Togo, Costa d'Avorio, Camerun, Repubblica Centro-africana, Zaire, Kenya. A Casablanca, il 19 agosto, papa Wojtyla parlò ai giovani musulmani, rivolgendo un caldo invito alla costruzione di un mondo più fraterno, in dialogo con i loro coetanei cristiani, e le sue appaiono parole di estrema attualità. Un incontro inedito tra credenti "È la prima volta che mi trovo con d...

24 Ore per il Signore 2019 - Neppure io ti condanno (Gv 8,11)

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Oggi Venerdì 29 marzo 2019, alle ore 17, nella Basilica di San Pietro, Papa Francesco presiederà la Celebrazione Penitenziale di apertura della tradizionale iniziativa “24 ore per il Signore”, promossa in tutto il mondo dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Giunta alla sua sesta edizione, l’iniziativa di preghiera e riflessione ha come motto la frase tratta dal Vangelo di Giovanni: Neppure io ti condanno (Gv 8, 11). In questa giornata, che sarà scandita dalla preghiera d’Adorazione Eucaristica, dalla riflessione e dall’invito alla conversione personale, si propone di contemplare l’immagine di Gesù, che a differenza della folla radunatasi per giudicare e condannare, offre la sua infinita Misericordia come occasione di grazia e vita nuova.

Papa Francesco: “Il cibo non è proprietà privata, ma provvidenza da condividere”

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È la “condivisione” il vero miracolo compiuto da Gesù nello spezzare il pane, e nel moltiplicare miracolosamente i pani e i pesci. Una condivisione che si legge anche nella preghiera del Padre Nostro, dove Gesù chiede di pregare non per avere “il mio” pane quotidiano, ma “il nostro”, con una richiesta che “parte dalla realtà, dal cuore e dalla carne di persone che vivono nel bisogno", perché "il cibo non è proprietà privata, ma provvidenza da condividere". Papa Francesco prosegue il ciclo di catechesi sul Padre Nostro, e si concentra questa settimana sul passaggio “dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Giornata quasi piovosa e un po’ fredda, ma comunque partecipata dalle persone che sono arrivate in piazza San Pietro per questa udienza generale che precede la partenza di Papa Francesco per il Marocco. E, aggiungendo a braccio nell'omelia, chiede di pensare ai "bambini della Siria, dello Yemen, del Sud Sudan" e rimarca che l'amore "non può...

“Cristo vive”, Papa Francesco a Loreto firma l’esortazione post sinodale dedicata ai giovani

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Nella Santa Casa il Pontefice presiede la Santa Messa nel giorno dell'Annunciazione del Signore, poi la preghiera dell'Angelus sul sagrato della basilica lauretana: "Non cadiamo in quella cultura dello scarto che viene proposta dalle molteplici colonizzazioni ideologiche che oggi ci attaccano" Grande festa a Loreto per la visita di Papa Francesco, giunto come pellegrino al santuario della Santa Casa nel giorno in cui la Chiesa celebra la solennità dell’Annunciazione del Signore, per firmare l’esortazione apostolica post sinodale dedicata ai giovani. Il Pontefice presiede la Santa Messa proprio tra le mura che, secondo la tradizione, sono quelle dell’abitazione di Maria. Quello odierno è stato un evento che non avveniva più da 162 anni: l’ultimo a celebrarvi messa, infatti, era stato Pio IX, nel 1857. A prendere parte alla celebrazione, all’interno del santuario, nessuna autorità ma malati su sedie a rotelle, volontari che li accompagnano e giovani. Fuori,...

Quelle menzogne che incoraggiano la ludopatia

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Il 3,2 per cento dei giocatori patologici ha tra i 15 e i 19 anni I l gioco d'azzardo è un fenomeno in aumento in Italia, in particolare tra i giovani. Il volume d’affari ha superato nel 2017 i 100 miliardi di euro. Lo rivela un’analisi dell’Eurispes, diffusa in occasione della Festa del Papà, evidenziando come “circa quattro uomini su dieci in Italia (38,8%) spendono il proprio denaro per il gioco legale: di questi, il 23,2% gioca solo dal vivo, il 12,4% solo on line e il 12,4% partecipa su entrambi i circuiti".  Il rapporto Eurispes Preoccupante il dato secondo cui le percentuali più alte di quanti dichiarano di giocare si rilevano tra i più giovani: il 45,9% tra i 25 e i 34 anni e il 40,4% tra i 18 e i 24 anni, mentre nelle altre classi di età considerate il valore non supera mai il 38% circa - sottolinea l’Eurispes -. Tra i giochi legali con vincita in denaro il più diffuso è il Gratta e Vinci, con solo il 16,9% di giocatori che risponde di non giocarci mai, c...

Papa Francesco: “Dio ha pazienza e ci offre la possibilità di cambiare”

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Papa Francesco: “Dio ha pazienza e ci offre la possibilità di cambiare” La misericordia di Dio e la nostra conversione. Sono questi i due temi principali del Vangelo odierno e dell’Angelus di Papa Francesco in Piazza San Pietro. Il Papa, prima della preghiera mariana, riprende la parabola del fico sterile. Francesco la racconta ai presenti nel dettaglio: “Gesù racconta la parabola del fico sterile. Un uomo ha piantato un fico nella propria vigna, e con tanta fiducia ogni estate va a cercare i suoi frutti ma non ne trova, perché quell’albero è sterile. Spinto da quella delusione ripetutasi per ben tre anni, pensa dunque di tagliare il fico, per piantarne un altro. Chiama allora il contadino che sta nella vigna e gli esprime la sua insoddisfazione, intimandogli di tagliare l’albero, così che non sfrutti inutilmente il terreno. Ma il vignaiolo chiede al padrone di avere pazienza e gli domanda una proroga di un anno, durante il quale egli stesso si preoccuperà di riservare una c...

Quaresima: pazienza e misericordia di Dio - III domenica di Quaresima - Commento al Vangelo

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Rif.: Es 3,1-8.13-15; Sal 102; 1Cor 10,1-6.10-12; Lc 13,1-9 Dio consegna il proprio nome “IO SONO” a Mosè perché lo riferisca agli Israeliti. Un nome che è un verbo e che indica l’essere stesso di Dio: Increato ed Eterno, che “ha in sé la fonte della vita”, che è al di sopra del tempo ed in sé lo ricapitola. Poi Dio continua dicendo “Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe. Questo è il mio nome per sempre”. Dio è dunque Dio degli uomini e per gli uomini e allora “Io Sono” può intendersi anche come “Io ci sono”, sono il Dio che è vicino, che “osserva la miseria del suo popolo, ne ascolta il grido, ne conosce le sofferenze e scende a salvarlo”. Ed in questo “scendere per portare salvezza e liberazione” scorgiamo l’itinerario di Cristo, la sua discesa nella carne, nella sofferenza, nella morte, per traghettare l’uomo verso la liberazione definitiva dal male e dalla morte per condurlo verso la beatitudine e l’eternità della vita. “...

Oggi 21 marzo Giornata Mondiale Contro Il Razzismo

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Il 21 marzo 2019 si celebra la giornata internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale, istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite con Risoluzione A/RES/2142(XXI) del 26 ottobre 1966 per commemorare glli avvenimenti occorsi nel 1960 in Sudafrica che videro la polizia di Sharpeville aprire il fuoco nei confronti di una folla che stava pacificamente dimostrando contro la legge istitutiva dell'apartheid, causando la morte di 69 manifestanti e ferendone 300. Quest’anno le iniziative, invece che per una sola settimana si protrarranno per tutto il mese di marzo coinvolgendo il mondo della scuola, delle università, dello sport e delle associazioni. L’offerta culturale è stata resa ancora più ampia e diversificata e, oltre ai numerosi eventi territoriali, è previsto il lancio di una campagna di informazione dal titolo “Diversi perché unici” e di uno spot, che andrà in onda sulle reti Rai. L’obiettivo è quello di diffondere un messaggio ...

XXV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

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Ogni 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, perché in quel giorno di risveglio della natura si rinnovi la primavera della verità e della giustizia sociale. Dal 1996, ogni anno in una città diversa, viene letto un elenco di circa novecento nomi di vittime innocenti. Libera si prepara a celebrare in Veneto la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Padova, come piazza principale, la XXV Giornata della Memoria e dell’Impegno che ricorda di tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnova in nome di quelle vittime l'impegno nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione. La giornata è promossa da Libera, Avviso Pubblico in collaborazione con la Rai - Responsabilità sociale e sotto l'Alto Patronato del Presidente de la Repubblica. “Passaggio a Nord Est, orizzonti di giustizia sociale” è il tema che accompagne...

In Memoria Di San Giovanni Paolo II (2005-2019)

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IL RICORDO A QUATTORDICI ANNI DAL TRANSITO DI KAROL WOJTYLA(2005-2019), uno dei più autentici testimoni della fede del nostro tempo, con la sua vita e con il suo servizio generoso alla Chiesa. Quattordici anni fà, il 02 aprile 2005, alla vigilia della Domenica della Divina Misericordia a lui tanto cara, Giovanni Paolo II tornava alla casa del Padre. Papa Francesco lo ha ricordato con parole di affetto e riconoscenza. ”Lo ricordiamo come grande Testimone di Cristo sofferente, morto e risorto, e gli chiediamo di intercedere per noi, per le famiglie, per la Chiesa, affinché la luce della risurrezione risplenda su tutte le ombre della nostra vita e ci riempia di gioia e di pace”. Inoltre ha detto: “Il suo esempio e la sua testimonianza sono sempre vivi tra noi. Cari giovani, imparate ad affrontare la vita con il suo ardore e il suo entusiasmo; cari ammalati, portate con gioia la croce della sofferenza come egli ci ha insegnato; e voi, cari sposi novelli, mettete sempre Dio al ...

Padre Nostro, il Papa: “La coraggiosa e combattiva preghiera dei figli”

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Da piazza San Pietro l'appello del Pontefice per l'Africa devastata da grandi inondazioni: "Affido le molte vittime e le loro famiglie alla misericordia di Dio" “Dio ci vuole liberi; è l’amore di Lui che ci libera. Il ‘Padre nostro’, infatti, è la preghiera dei figli, non degli schiavi. E’ una preghiera piena di ardente fiducia in Dio che vuole per noi il bene, la vita, la salvezza. Una preghiera coraggiosa, anche combattiva, perché nel mondo ci sono tante, troppe realtà che non sono secondo il piano di Dio”. Papa Francesco prosegue il ciclo di catechesi incentrate sulla preghiera del “Padre nostro”, soffermandosi, oggi, sulla terza invocazione: “Sia fatta la tua volontà“. Ai pellegrini, che a migliaia affollano piazza San Pietrosotto un cielo plumbeo, Bergoglio ricorda che “prima della cura del mondo da parte dell’uomo, vi è la cura instancabile che Dio usa nei confronti dell’uomo e del mondo”. E “tutto il Vangelo riflette questa inversione di prospettiv...

Strage in Nuova Zelanda, il Papa: “All’odio e alla violenza rispondiamo con gesti di pace”

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All'Angelus il dolore del Pontefice per l'attacco terroristico a Christchurch: "Prego per i morti e i feriti e i loro familiari. Sono vicino a quella comunità religiosa e civile" “In questi giorni, al dolore per le guerre e i conflittiche non cessano di affliggere l’umanità, si è aggiunto quello per le vittime dell’orribile attentato contro due moschee a Christchurch, in Nuova Zelanda ( leggi qui )”. Sono parole di dolore quelle pronunciate da Papa Francesco al termine del tradizionale Angelus domenicale. Il pensiero del Pontefice va alla Nuova Zelanda, ancora sotto choc dopo il ghigno e il gesto suprematistadell’attentatore fatto in tribunale ( leggi qui ). Il Santo Padre condanna il gesto e rivolge un appello a tutti gli uomini: “Sono vicino ai nostri fratelli musulmani a quella comunità religiosa e civile, e rinnovo l’invito ad unirsi con la preghiera e i gesti di pace per contrastare l’odio e la violenza“. Quindi invita i presenti a pregare. In p...

Quaresima: mistero di croce e di gloria - commento al Vangelo - II domenica di QUARESIMA

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La Trasfigurazione mostra che la nostra vita non si ferma nel deserto, non è solo preda delle tentazioni, non può arrestarsi davanti agli ostacoli poiché in essa si riflette la luce divina che la trasfigura e la chiama al di là delle croci e della povertà. Rif.:  Gn 15,5-12.17-18; Sal 26; Fil 3,17-4,1; Lc 9,28b-36 “Mostrami il tuo volto; Signore, il tuo volto io cerco” la preghiera del salmista è la preghiera di ogni uomo che si interroga sul senso della propria vita. E, in Cristo, Dio mostra il suo volto nelle fattezze di un uomo così che ogni uomo possa riconoscersi in lui: dalla tenerezza dell’infanzia all’atrocità delle sofferenze e alla morte. Un volto gioioso e piangente, pietoso e sofferente, severo e glorioso. E’ il volto di Dio che si fa uomo per camminare con l’uomo e accompagnarlo fino alla morte, per distruggere la morte e guidarlo alla gloria. Un volto che gli Apostoli hanno imparato a conoscere ed amare e ai quali, prima di mostrarlo sfigurato dalla croce, Cri...

Si può ancora insegnare religione?

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Un terremoto mediatico riservato alle occasioni più allarmanti, tra interrogazioni parlamentari, comunicati stampa, dignità di inserimento tra i titoli di apertura dei notiziari nazionali, polemiche, accuse, precisazioni, vagonate di articoli, blog, minacce di ricorsi e denunzie per più di una settimana. Salvo, proprio come per certi eventi sismici, il declassamento finale da terremoto a semplice polverone mediatico, degno solo di essere spazzato via con la ramazza, senza scomodare neanche una più gentile scopa, di certo sprecata. È il risultato della interrogazione parlamentare di due deputati del Movimento 5 Stelle contro un docente di religione, colpevole di aver mostrato ai suoi studenti liceali un famoso video antiabortista del 1984, L’urlo silenzioso. Si tratta di un video prodotto dal ginecologo Bernard Nathanson, in cui si mostra una procedura di aborto ripresa attraverso l’ecografo, spiegando l’accaduto. Il titolo, L’urlo silenzioso, fa riferimento al grido silenzioso...

Un aereo, in Etiopia

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L’aereo caduto il 10 marzo era il mondo, basta volerlo vedere. Uomini e donne di 35 paesi volavano assieme. Le tragedie ce lo rivelano: il mondo è già cambiato, ed è splendidamente meticcio. Da trent’anni volo verso l’Africa con Ethiopian Airlines. Decine e decine di voli notturni da Roma verso Addis Abeba. Ricordo sempre con emozione l’alba nei cieli dell’Etiopia. Volerò ancora verso quelle terre. In Etiopia ho conosciuto Paolo Dieci, una delle vittime dell’aereo caduto la mattina del 10 di marzo. Paolo era un lavoratore della cooperazione. Aveva fondato, assieme ad altri il Cisp, una delle prime organizzazioni non governative italiane. Ho addosso una sensazione che non so raccontare: ho rivissuto ogni momento prima di quel volo maledetto. Perché io conosco l’aeroporto di Addis Abeba e conosco, senza conoscerle, ognuna delle persone che erano a bordo di quell’aereo. Posso dirvi di cosa hanno parlato assieme prima di imbarcarsi. Posso dirvi del loro lavoro, del loro impegno, d...