lunedì 10 giugno 2019

Le intenzioni di preghiera del Papa per giugno 2019

Il mese di giugno viene dedicato da papa Francesco alla preghiera per i sacerdoti di tutto il mondo.



Intenzioni del Papa
Voglio chiedervi di volgere il vostro sguardo ai sacerdoti che lavorano nelle nostre comunità. Non tutti sono perfetti, ma molti si mettono in gioco fino alla fine offrendosi con umiltà e gioia. Sono sacerdoti vicini, disposti a lavorare sodo per tutti. Rendiamo grazie per il loro esempio e per la loro testimonianza.

Preghiamo per i sacerdoti perché, con la sobrietà e l'umiltà della loro vita, si impegnino in un'attiva solidarietà, soprattutto, verso i più poveri.


Il no alle discriminazioni non giustifica l'ideologia gender

"Maschio e femmina li creò": ecco il documento della Congregazione per l’educazione cattolica
No a bullismo, violenze, insulti e discriminazioni ingiuste. Ma anche no all'ideologia gender, alla sua imposizione agli studenti delle scuole. La Chiesa cattolica torna a prendere posizione sul tema della sessualità, lo fa stavolta con un documento nero su bianco dal titolo “Maschio e femmina li creò. Per una via di dialogo sulla questione del gender nell’educazione”. Il testo, preparato dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica e reso pubblico oggi pomeriggio, è sostenere quanti sono impegnati nell’educazione delle nuove generazioni ad affrontare “con metodo” la spinosa questione dell'identità sessuale.

Gender e sesso
Nel documento si traccia la differenza tra ideologia gender - criticata a più riprese anche da Papa Francesco - e i vari studi sul gender "portati avanti dalle scienze umane". L'ideologia - si legge - intende “teorizzare una radicale separazione fra genere (gender) e sex (sesso), con la priorità del primo sul secondo. Tale traguardo viene visto come una tappa importante dell’evoluzione dell’umanità, nella quale ‘si prospetta una società senza differenze di sesso’”. E in “una crescente contrapposizione fra natura e cultura”, le proposte gender confluiscono nel “queer”, cioè in una “dimensione fluida”, “al punto da sostenere la completa emancipazione dell’individuo da ogni definizione sessuale data a priori, con la conseguente scomparsa di classificazioni considerate rigide”.

40 anni fa il primo Papa ad Auschwitz–Birkenau

Nel 1979 la visita-pellegrinaggio di Papa Giovanni Paolo II
"Viaggiare, per Giovanni Paolo II, era anche un modo per ricucire strappi, sanare ferite secolari, rileggere pagine storiche e riannodare i fili della memoria collettiva", spiega Gianfranco Svidercoschi, ex vicedirettore dell'Osservatore Romano, amico personale di Karol Wojtyla e decano dei vaticanisti. Tappe di un pontificato itinerante che girava il mondo camminando su due solide gambe: una pastorale-religiosa e una diplomatico-geopolitica. Dove è Pietro, lì è la Chiesa e così anche la Curia si adeguò al nuovo corso “globetrotter” del governo universale della Chiesa. Per spiegare la sua partecipazione ai viaggi internazionali del Pontefice, mentre in molti volevano che restasse a Roma a gestire gli affari correnti, il cardinale Agostino Casaroli, principale collaboratore di Karol Wojtyla dal 1979 al 1990 coniò un’espressione divenuta proverbiale: "Il segretario di Stato è una specie di meridiana che può indicare l'ora solo se c'è il sole, altrimenti non funziona". Nonostante le critiche, più o meno velate, rivoltegli anche dall'interno della Chiesa, Casaroli, in assoluta comunione di intenti con Giovanni Paolo II impostò con coerenza una linea diplomatica che si rivelò vincente, avendo avuto un ruolo non secondario nella progressiva disgregazione dei regimi comunisti, fino alla decisiva svolta del 1989.

domenica 9 giugno 2019

Il Papa alla Messa di Pentecoste: Lo Spirito Santo fissa l'àncora nella speranza

Il Papa alla Messa di Pentecoste: Lo Spirito Santo fissa l'àncora nella speranza

Una storia che sembrava arrivata al capolinea ma che ritrova vigore e slancio grazie allo Spirito Santo. E' la vicenda dei discepoli dopo la morte di Cristo, che Papa Francesco utilizza nella sua omelia in occasione di questa Domenica di Pentecoste. Fa rinascere, scardina paure e incertezze, dona forza nuova lo Spirito che, spiega il Pontefice, "fa vivere e rivivere Gesù in noi", proprio come ha fatto con gli apostoli:

La vicenda dei discepoli, che sembrava al capolinea, viene insomma rinnovata dalla giovinezza dello Spirito: quei giovani, che in preda all’incertezza si sentivano arrivati, sono stati trasformati da una gioia che li ha fatti rinascere. Lo Spirito Santo ha fatto questo.

Potenza dello Spirito, prosegue Francesco, è portare "armonia dentro ma anche fuori, tra gli uomini". E' a questo punto che il Papa, come in uno specchio limpido, riflette e tratteggia le frenesie del mondo di oggi in cui "rischiamo di scoppiare":

giovedì 6 giugno 2019

NOA NON SI È SUICIDATA: È STATA UCCISA

Ora tutti piangono perché immaginano la sua fine come quella di un fiore stroncato dalla tempesta, ma non c’è alcuna tempesta, ma solo uomini che hanno sfogato la bestia che è in loro. E questi uomini sono ancora in circolazione con la loro carica bestiale. E nessuno è riuscita a salvarla.

Si è lasciata morire. A 17 anni, quando la vita incomincia a sbocciare e invita a cantare e a sognare cieli di luce e di amore. Ora si discute se è stata eutanasìa o suicidio assistito, se aveva le persone giuste intorno a sé, se è stato fatto tutto il possibile per riportarla al gusto di vivere, se la sua sofferenza era veramente insostenibile, e si riprendono la discussioni sulla differenza tra il desiderio di morire e il desiderio di uscire da una sofferenza insopportabile. Ma è tutto un chiacchiericcio che distoglie dalla verità. Noa non è morta a 17 anni, perché a 17 era già morta da anni, da quando il suo corpo che era destinato a gustare la vita e l’amore è stato devastato da uomini che l’hanno ridotta a oggetto del loro piacere. E’ in quel tempo che la sua vita si è progressivamente spenta: tra gli undici e i quattordici anni. Quando a 17 anni ha smesso di nutrirsi era già morta da anni. Non è eutanasìa o suicidio assistito. E’ omicidio. Non si è lasciata morire. L‘hanno uccisa. Ora tutti piangono perché immaginano la fine di Noa come quella di un fiore stroncato dalla tempesta, ma non c’è alcuna tempesta, ma solo uomini che hanno sfogato la bestia che è in loro sul corpo di una adolescente. E questi uomini sono ancora in circolazione con la loro carica bestiale.

mercoledì 5 giugno 2019

Papa Francesco: in Romania la “ricchezza delle diversità”

All’udienza generale in piazza San Pietro chiede un minuto di preghiera per la ricorrenza sabato prossima dell’incontro di pace tra israeliani e palestinesi avvenuto in Vaticano cinque anni fa.
Papa Francesco ha raccontato ai fedeli presenti all’udienza generale in piazza San Pietro il suo recente viaggio in Romania (31 maggio – 2 giugno) sottolineando che le Chiese ortodossa e cattolica hanno «manifestato che l’unità non toglie le legittime diversità» e mettendo in evidenza, più in generale, la «ricchezza delle diversità» del Paese.

«Rendo grazie a Dio che ha permesso al Successore di Pietro di ritornare in quel Paese, vent’anni dopo la visita di San Giovanni Paolo II», ha detto Papa Francesco. «In sintesi, come annunciava il motto del Viaggio, ho esortato a “camminare insieme”. E la mia gioia è stata il poterlo fare non da lontano, o dall’alto, ma camminando io stesso in mezzo al popolo romeno, come pellegrino nella sua terra. I diversi incontri hanno evidenziato il valore e l’esigenza di camminare insieme sia tra cristiani, sul piano della fede e della carità, sia tra cittadini, sul piano dell’impegno civile».

La morte di Noa a 17 anni: una società che abbandona

Quando si sceglie di voltare le spalle all’uomo distorcendo parole come libertà e aiuto.


Noa Pothoven non c’è più ed ora tutti si accorgono di lei. Diciassette anni, si è spenta domenica due giugno in casa, ad Arnhem. E’ morta chiedendo “l'assistenza medica specializzata” fornita da una clinica. La “dolce morte” nei Paesi Bassi è legale dall’età di 12 anni, purché vi sia il consenso medico. Nel 2017 secondo fonti indipendenti oltre 6.580 persone sono state private della vita in questo modo.

Vincere o imparare
“Anni di sofferenze psichiche” scrivono le testate di tutto il mondo mentre raccontano la drammatica storia dell’adolescente che ha condiviso sui social il suo doloroso percorso. Violentata tre volte: a 11 anni durante una festa di un’amica di scuola; ancora violenza poco tempo dopo ad un’altra festa di adolescenti e a 14 anni quando due orchi l’aggrediscono in strada e la stuprano. Lei stessa racconta l’orrore nell’autobiografia “Vincere o imparare” (Winnen of leren), in quelle pagine però non c’è solo dolore, ma anche voglia di respirare.

lunedì 3 giugno 2019

Papa in Romania: un messaggio all’Europa

Misericordia è parola cara a Papa Francesco, che in Romania chiede di mettere da parte le divisioni per tendere a costruire l’unità. Il grido – “unitate” – che venti anni fa Giovanni Paolo II e il patriarca ortodosso Teoctist ascoltarono, torna, oggi, nelle parole di Francesco che può visitare la Transilvania: “pellegrinare significa sentirsi chiamati e spinti a camminare insieme, chiedendo al Signore la grazia di trasformare vecchi e attuali rancori e diffidenze in nuove opportunità per la comunione”; pellegrinare significa “non aver timore di mescolarsi, di incontrarci e aiutarci”; significa ancora far “prevalere la fraternità e il dialogo sulle divisioni”

Messaggio all’Europa il viaggio di Papa Francesco in Romania, a venti anni dalla visita compiuta da san Giovanni Paolo II e a trenta anni dalla fine dei regimi dell’Est. Il prossimo 9 novembre ricorderemo la caduta del muro di Berlino, che per quasi trenta anni ha tagliato in due il vecchio continente: “dolorosa divisione” la definì nel giugno 1996 a Berlino Papa Wojtyla. Una porta murata, disse, per paura della libertà. Proprio questo termine, libertà, è una delle parole simbolo del viaggio, appena concluso, di Papa Francesco. Libertà che si coniuga con la volontà di dialogo, con la capacità di accogliere l’altro, diverso per cultura e religione; ma proprio nei suoi mille volti è la ricchezza di un popolo. Di qui l’invito, anzi la preghiera, che formula parlando ai giornalisti nell’aereo che lo riporta in Vaticano: “Ai credenti dico: pregate per l’Europa. Ai non credenti chiedo l’augurio del cuore, la buona volontà, il desiderio che l’Europa torni a essere il sogno dei padri fondatori”; i quali “desideravano un futuro basato sulla capacità di lavorare insieme per superare le divisioni e per favorire la pace e la comunione fra tutti i popoli del continente”, come disse nel suo discorso al Parlamento di Strasburgo, il 25 novembre 2014. Ogni paese “ha una propria identità e deve custodirla”, ma il continente non deve lasciarsi “vincere da pessimismo e dalle ideologie” dei gruppetti; no a nuove frontiere, no all’Europa divisa: “impariamo dalla storia, non torniamo indietro”.

Bergoglio completa il “mea culpa” di Wojtyla

Nel cuore dell’Anno Santo, Karol Wojtyla chiese pubblicamente perdono per gli sbagli dei suoi predecessori e per una serie di storici peccati della Chiesa: le guerre di religione, gli scismi, le persecuzioni contro gli ebrei, il sostegno al colonialismo, la discriminazione etnica e sessuale, la quiescenza contro le ingiustizie sociali.

Ricordo, da credente e da cronista, l’emozione di quella domenica di marzo del 2000 a San Pietro. Durante una delle cerimonie più importanti del Giubileo, Giovanni Paolo II si inginocchiò nel più grande "mea culpa" della Chiesa per i suoi errori. Ieri Francesco, il successore che ha canonizzato Karol Wojtyla, ha completato la sua opera chiedendo scusa ai rom per tutte le volte in cui “non siamo stati capaci di riconoscervi, apprezzarvi e difendervi nella vostra peculiarità”. E’ stato uno die momenti simbolicamente più forti dell’intensissima “tre giorni” di Jorge Mario Bergoglio in Romania.

In Terris ha raccontato, tappa per tappa, un viaggio destinato a passare alla storia per l’accelerazione impressa al dialogo ecumenico. Cattolici e ortodossi non sono mai stati così vicini come nell'incontro di venerdì pomeriggio. “Individualismo e indifferenza sono come bestemmie, profanano il nome tuo, Padre”, ha sospirato Francesco nella preghiera del Padre Nostro recitata nella nuova Cattedrale ortodossa. Nei suoi discorsi Francesco ha evocato più volte la visita compiuta da Giovanni Paolo II vent’anni fa quando il muro di Berlino era crollato da un decennio ma le sue macerie erano ancora visibili e dolorose. E in un paese che da trent’anni non è più sottomesso alla tirannide comunità, Jorge Mario Bergoglio ha indicato la strada di uno sviluppo economico incentrato sulla dignità dell’essere umano e che non lasci indietro gli ultimi.

giovedì 30 maggio 2019

In Polonia da mesi si assiste agli attacchi contro la figura di Giovanni Paolo II e la Chiesa polacca. Dichiarazione di Sua Eminenza il Cardinale Stanisław Dziwisz

In Polonia da mesi si assiste agli attacchi contro la figura di Giovanni Paolo II e la Chiesa polacca. Sembra un’azione ben coordinata con gli attacchi ad orologeria come la visita in Vaticano nel contesto della riunione dei vescovi della delegazione polacca delle attiviste della sinistra anticlericale ed atea, presunti difensori delle vittime degli abusi del clero, il lancio della versione polacca del libro “Sodoma” e, successivamente, di un film con le testimonianze delle persone abusate.



L’ultimo attacco è partito dalle pagine dell’edizione polacca della rivista “Newsweek”. In questa situazione il card. Dziwisz ha preso la penna e ha scritto una dichiarazione per rispondere “alle ripetute false informazioni di alcuni media, che ingannano molte persone”, perché, come ha sottolineato l’ex segretario del Papa “il tentativo di diffamare San Giovanni Paolo II offende i sentimenti di milioni di persone in tutto il mondo per le quali San Giovanni Paolo II era ed è un'autorità indiscussa e un forte intercessore, come confermato da migliaia di testimonianze di grazie ricevute per sua intercessione”.
Ecco il testo completo della dichiarazione del card. Stanisław Dziwisz.

Maria e Santa Rita "Le donne dell'AMORE" IL CONCERTO -Grazie per le emozioni. Grazie ancora.



A nome dell' Associazione "Giovanni Paolo II" - Polignano a Mare -intendiamo ringraziare quanti hanno collaborato alla buona riuscita dell'evento Maria e Santa Rita: “Le donne dell’Amore” - IL Concerto -svoltosi ieri sera presso la Parrocchia dei Santissimi Medici Cosma e Damiano di Polignano
Si ringrazia , per la collaborazione ed ospitalità Don Giancarlo Carbonara faro e padre spirituale della nostra Associazione, il centenario Concerto Bandistico “Piero Seripierro” e il “Coretto dei Fanciulli” della Parrocchia per la loro preziosissima collaborazione e partecipazione. Al M° Pasquale Spinelli e Raffaele RESSA (Annalisa Laruccia) e Gabriele Galatola che hanno curato ogni dettaglio per la serata.

Detta presenza, che ha qualificato e caratterizzato l'iniziativa, ci rende orgogliosi e stimolati a proseguire, anche in futuro, nella sua organizzazione, fiduciosi che attraverso la comune collaborazione le finalità solidaristiche ed educative da essa sottese, possano ottenere risultati sempre crescenti.

DUE GRANDI INSEGNAMENTI

Speciale il rapporto fra don Tonino Bello e la figura mariana. Lo sintetizzo in due post a chiusura del mese di maggio.


Cosa insegna particolarmente la Madonna a don Tonino? Sintetizzo in due punti.


Il primo: Maria fa esperienza quotidiana di Cristo, e per don Tonino il quotidiano è il cantiere in cui si costruisce la storia della salvezza. Maria frequenta dunque la ferialità: è donna dei nostri giorni. «La vogliamo sentire così: di casa. Mentre parla il nostro dialetto. Immersa nella cronaca paesana. Con gli abiti del nostro tempo. Se per un attimo osiamo toglierle l’aureola, è perché vogliamo vedere quanto è bella a capo scoperto».
Persuasione che considera in linea con la dichiarazione conciliare secondo cui «Maria viveva sulla terra una vita comune a tutti, piena di sollecitudini familiari e di lavoro» (Apostolicam Actuositatem, 4). Che don Tonino commenta così: «Maria viveva sulla terra. Non sulle nuvole. I suoi pensieri non erano campati in aria. I suoi gesti avevano come soggiorno obbligato i perimetri delle cose terrene. Anche se l’estasi era l’esperienza a cui Dio spesso la chiamava, non si sentiva dispensata dalla fatica di stare con i piedi per terra».
La santità di Maria è, insomma, una santità feriale, esattamente come quella di don Tonino Bello.

mercoledì 29 maggio 2019

Papa Francesco: lo Spirito rende “dinamite” la parola umana

All’udienza generale nuovo ciclo di catechesi sugli Atti degli apostoli: accende i cuori e fa saltare schemi, resistenze e muri di divisione, aprendo vie nuove e dilatando i confini del popolo di Dio.


Papa Francesco ha iniziato un nuovo ciclo di catechesi dedicato agli Atti degli apostoli, all’udienza generale del mercoledì, spigando che «quando lo Spirito visita la parola umana, essa diventa dinamica, come “dinamite”, capace cioè di accendere i cuori e di far saltare schemi, resistenze e muri di divisione, aprendo vie nuove e dilatando i confini del popolo di Dio».

«Questo libro biblico, scritto da San Luca evangelista, ci parla del viaggio del Vangelo nel mondo e ci mostra il meraviglioso connubio tra la Parola di Dio e lo Spirito Santo che inaugura il tempo dell’evangelizzazione», ha detto il Papa, che mercoledì scorso ha concluso un ciclo sul Padre Nostro. Il prossimo 9 giugno, domenica di Pentecoste, la ricorrenza che celebra l’effusione dello Spirito Santo sui discepoli di Gesù, Francesco celebrerà la messa in piazza San Pietro.

martedì 28 maggio 2019

Vivere la carità con stile di povertà, gratuità e umiltà

Papa Francesco alla Caritas internationalis in occasione della XXI Assemblea generale.


“La carità non è una sterile prestazione oppure un semplice obolo da devolvere per mettere a tacere la nostra coscienza. Quello che non dobbiamo mai dimenticare è che la carità ha la sua origine e la sua essenza in Dio stesso (cfr Gv 4,8); la carità è l’abbraccio di Dio nostro Padre ad ogni uomo, in modo particolare agli ultimi e ai sofferenti, i quali occupano nel suo cuore un posto preferenziale. Se guardassimo alla carità come a una prestazione, la Chiesa diventerebbe un’agenzia umanitaria e il servizio della carità un suo reparto logistico. Ma la Chiesa non è nulla di tutto questo, è qualcosa di diverso e di molto più grande: è, in Cristo, il segno e lo strumento dell’amore di Dio per l’umanità e per tutto il creato, nostra casa comune.”

lunedì 27 maggio 2019

Il Papa catechizza Salvini: “Il vero motto del cristiano è ‘prima gli ultimi'”

Il mantra di Matteo Salvini, motto di tanti comizi e diverse campagne elettorali, arriva fino ai Sacri Palazzi. Ma Oltretevere viene rivisitato per essere restituito al mondo in chiave cristiana: “prima gli ultimi“. Per Papa Francesco, infatti, è questo il vero motto del cattolico.



Una critica esplicita al leader leghista – che si definisce cristiano, arrivando anche a baciare il crocifisso del rosario durante il discorso post voto -, quella di Bergoglio, che arriva all’indomani delle elezioni europee, e contenuta nel Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2019, che si celebrerà il 29 settembre, e che quest’anno ha come tema “Non si tratta solo di migranti”.

Sull’argomento “migranti” Papa Bergoglio e il ministro dell’Interno la pensano in maniera diversa: se dal Pontefice continuano gli appelli all’accoglienza (un’accoglienza “prudente”, come l’ha definita lo stesso Bergoglio, rivolta a tutti gli stati e non solo all’Italia), dal Viminale la politica dei “porti chiusi” sembra essere l’unica soluzione. Eppure, evidenzia il Pontefice nel suo messaggio, l’atteggiamento verso migranti e rifugiati “rappresenta un campanello di allarme che avvisa del declino morale a cui si va incontro se si continua a concedere terreno alla cultura dello scarto“.

domenica 26 maggio 2019

Papa al Regina Coeli: Spirito Santo animi Chiesa libera da mondanità

Alla recita del Regina Coeli Francesco esorta la Chiesa a non rimanere “statica”: guidata dallo Spirito Santo, non deve smettere di far comprendere in pienezza gli insegnamenti di Gesù. L’auspicio è che faccia risplendere il proprio volto “bello e luminoso” voluto da Cristo.


Una Chiesa libera da “legami mondani”, non “statica”, nella quale ogni fedele si lasci “istruire e guidare” dallo Spirito Santo, testimoniando la Parola di Dio con la “vita”. Questa l’immagine proposta dal Papa al Regina Coeli nell’odierna VI domenica di Pasqua, in cui il Vangelo di Giovanni presenta un brano del discorso di Gesù agli Apostoli nell’Ultima Cena (Ascolta il servizio con la voce di Papa Francesco).

L’azione dello Spirito Santo
Cristo, ricorda Francesco, parla dell’opera dello Spirito Santo “che il Padre manderà” nel Suo nome, facendo “una promessa”.

Mentre si avvicina il momento della croce, Gesù rassicura gli Apostoli che non rimarranno soli: con loro ci sarà sempre lo Spirito Santo, il Paraclito, che li sosterrà nella missione di portare il Vangelo in tutto il mondo. Nella lingua originale greca, il termine “Paraclito” sta a significare colui che si pone accanto, per sostenere e consolare. 

giovedì 23 maggio 2019

Maria e Santa Rita “LE DONNE DELL'AMORE” “IL CONCERTO”

L’evento si svolgerà Lunedì 27 Maggio 2019 alle ore 20.15 presso la Parrocchia dei Santi Cosimo e Damiano in Polignano a Mare(BA)


Nell’occasione l’Associazione “Giovanni Paolo II”, in sinergia con la Parrocchia con la partecipazione e collaborazione del Concerto Bandistico “Piero Seripierro” diretto dal M° Pasquale SPINELLI e del “Coretto dei Fanciulli” della Parrocchia desiderano condividere attraverso la musica, la Devozione e l'Omaggio a MARIA e Santa RITA.

mercoledì 22 maggio 2019

Papa in udienza: per pregare facciamoci piccoli, e lo Spirito ci guiderà

Papa Francesco conclude il ciclo di catechesi dell'udienza generale sul "Padre nostro" e sottolinea che la preghiera cristiana nasce dall'audacia di chiamare Dio "Padre". Ma è lo Spirito Santo a pregare in noi: "senza la sua forza non potremmo mai pregare"

“Per pregare dobbiamo farci piccoli, perché lo Spirito Santo venga in noi e sia lui a guidarci nella preghiera”. Infatti, “noi non potremmo mai pregare senza la forza dello Spirito Santo. É Lui che prega in noi e ci muove a pregare bene.” Con queste parole Papa Francesco chiude il ciclo di catechesi sul “Padre nostro”, in un’udienza generale che ha voluto centrare sulla preghiera cristiana. Questa, spiega, “nasce dall’audacia di chiamare Dio con il nome di ‘Padre’. Dire ‘Padre’ a Dio, ma ci vuole coraggio!”.

Nelle preghiere di Gesù, tanti richiami al “Padre nostro”
Gesù, prosegue il Papa, è colui che ci rivela il Padre “e ci dona la familiarità con Lui”. E cita il Catechismo della Chiesa Cattolica, ricordando che il Maestro “Non ci lascia una formula da ripetere meccanicamente. Come per qualsiasi preghiera vocale, è attraverso la Parola di Dio che lo Spirito Santo insegna ai figli di Dio a pregare il loro Padre”. Nei Vangeli troviamo molte espressioni di preghiera di Gesù al Padre e che “richiamano il testo del ‘Padre nostro’”.

sabato 18 maggio 2019

Buon compleanno Karol, il Santo amico

Il 18 maggio 1920 a Wadowice, cittadina a sud della Polonia, nacque Karol Wojtyla destinato a diventare Giovanni Paolo II, il Papa amato dai fedeli che ha segnato la storia del suo tempo in modo significativo


Non è facile parlare di papa Giovanni Paolo II. Non è semplice riassumere la figura di un uomo che con la sua forza e umiltà cambiò ancora una volta il volto della Chiesa Cattolica. Forse quell’eccezionalità oggi è stata messa un po’ in ombra da Jorge Mario Bergoglio, ma chi ha vissuto giorno dopo giorno i 26 anni, 5 mesi e 17 giorni di pontificato non può dimenticare le emozioni, i gesti rivoluzionari, le parole toccanti, i sorrisi e le lacrime che quell’uomo venuto dalla Polonia ha saputo regalare al mondo intero. Perché se «sostituire il nuovo scordando il vecchio» pare essere un po’ il difetto o la condanna dell’essere umano, quando si parla di Karol Wojtyla, no.
Fin da subito si è avuta la sensazione di essere di fronte ad un grande uomo prima ancora di aver la consapevolezza di trovarsi accanto ad un grande papa. Ad iniziare dall’anno in cui fu eletto: era l’anno dei 3 papi considerato che arrivò quasi inaspettato, come un fulmine a ciel sereno, dopo la meteora di Papa Luciani, Pontefice per appena 33 giorni e morto in circostanze mai del tutto chiarite. Mai accaduto nella storia, un evento eccezionale, che non lasciava certo presagire che trascorso il tempo ci saremmo trovati a discutere dell’anno dei due papi ancora in vita.

venerdì 17 maggio 2019

Santa Rita. Vita E Opere della Santa e Culto a Polignano a Mare





Il 22 Maggio la Chiesa celebra la memoria liturgica di Santa Rita da Cascia, nell’occasione l’Associazione “Giovanni Paolo II”, in Sinergia con la Parrocchia organizzano presso la Chiesa dei Santi Cosimo e Damiano un incontro di approfondimento e conoscenza sulla figura della Santa. 

Martedì 21 Maggio a partire dalle ore 20,00 Don Vanni D’Onghia ci racconterà la storia di una delle Sante più amate, oggetto di una straordinaria devozione popolare, attraverso la sua vita, opere, devozione e culto a Polignano. 

Un incontro che ci permetterà di conoscere tanti aspetti sconosciuti (dalla Santa) ed avere così maggiore consapevolezza della nostra storia e radici. Per difenderle e valorizzarle”.

lunedì 13 maggio 2019

38 anni fa l'attentato a Giovanni Paolo II.

Il 13 maggio 1981 tutto il mondo si ferma. Papa Giovanni Paolo II è stato vittima di un attentato in piazza San Pietro. Nessuno sa se è morente o se sopravvivrà, né chi gli ha sparato e perché. Il resto è storia di quel drammatico momento per la storia della Chiesa e dell’umanità.























Piazza San Pietro, attentato al Papa



È giorno di udienza papale. Giovanni Paolo II dalla sua papamobile saluta i pellegrini polacchi, americani e spagnoli: «Quel giorno, la jeep stava compiendo il secondo giro di piazza San Pietro, verso il colonnato di destra, quello che termina con il Portone di bronzo. Il Santo Padre si sporse dalla macchina verso una bambina bionda che gli stavano tendendo: si chiamava Sara, aveva appena due anni… Lui la prese in braccio, la sollevò in aria, come per farla vedere a tutti, poi la baciò e sorridendo la restituì ai genitori. Erano (...) le 17.19. Le udienze generali del mercoledì, con la bella stagione, si tenevano all’ aperto, di pomeriggio… Sentii il primo sparo e, nello stesso istante, vidi centinaia di colombi levarsi improvvisamente e volare via come spaventati. Poi, subito dopo, il secondo colpo. E nel momento in cui lo sentivo, il Santo Padre prese ad afflosciarsi su un fianco, addosso a me». [Stanislao Dziwisz, Una vita con Karol, Rizzoli] Addome devastato, intestino perforato, indice della mano sinistra spezzato.




Ha sparato Ali Agca, “lupo grigio” turco

Fatima: il 13 maggio 1981 l’attentato a Giovanni Paolo II


13 maggio 1981: due colpi di pistola in piazza San Pietro

E' il 13 Maggio 1981 quando a Roma, in Piazza S. Pietro, trova il suo drammatico e tragico epilogo ed il suo compimento una profezia risalente a 64 anni prima. Padre Pio da Pietrelcina, oggi doverosamente agli onori degli altari, ne è un anello di congiunzione: aveva incontrato a suo tempo un giovane e brillante sacerdote polacco di nome Karol, e prima della morte ebbe il dono di poter vedere il simulacro della Madonna di Fatima portato direttamente da lì in elicottero.

E' il 13 Maggio 1917 quando in Portogallo, a Fatima (è il nome della quarta figlia del profeta Maometto, dovuto all'occupazione araba), dopo la Santa Messa, a Lucia, Francesco e Giacinta, rispettivamente di 10, 9 e 7 anni appare la Madonna. Il mondo è attanagliato da problemi gravissimi, sfociati e nel primo conflitto mondiale, e, in Russia, nella rivoluzione.

giovedì 9 maggio 2019

Aldo Moro e Peppino Impastato, esempi per le nuove generazioni

Impastato e Moro, due grandi personaggi, uniti dallo stesso tragico destino. Il 09 maggio del 1978 è una data cruciale per la storia italiana, che ha lasciato una ferita profonda e un conto con il passato non ancora chiuso.



“Peppino Impastato ha insegnato a diverse generazioni l’importanza di non arrendersi, qualsiasi lavoro si faccia, qualsiasi sia l’impegno quotidiano. Peppino era un giornalista, ma soprattutto un cittadino libero, ribelle (nel senso più bello del termine) e precursore. Impastato aveva capito più di ogni altro nel suo tempo l’importanza della comunicazione e la necessità di informare i concittadini della violenza delle mafie. Di Peppino si ricorda sempre la frase “mafia montagna di merda”, ma è l’esortazione del “Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!!!…” a far comprendere la sua visione del mondo, oltre che della Sicilia. Ricordare Peppino, oggi, vuol dire incoraggiare nuove generazioni di giornalisti liberi, di cittadini liberi.”

Incontro Pubblico Tematico “LA BUONA POLITICA E’ AL SERVIZIO DELLA PACE” Tratto dal messaggio di Papa Francesco per la giornata mondiale della Pace 2019.

Si svolgerà domani Venerdì 10 Maggio 2019, alle ore 19.30 presso la Sala Conferenze della Polizia Locale in Polignano a Mare(BA) l'incontro organizzato dal settore Formazione della nostra Associazione.



Con il Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2019, La buona politica è al servizio della pace, papa Francesco ci ricorda che la responsabilità politica appartiene ad ogni cittadino, e in particolare a chi ha ricevuto il mandato di proteggere e governare. Questa missione consiste nel salvaguardare il diritto e nell’incoraggiare il dialogo tra gli attori della società, tra le generazioni e tra le culture. L’impegno politico - che è una delle più alte espressioni della carità - porta la preoccupazione per il futuro della vita e del pianeta, dei più giovani e dei più piccoli, nella loro sete di compimento. Quando l’uomo è rispettato nei suoi diritti - come ricordava San Giovanni XXIII nell’Enciclica Pacem in terris - germoglia in lui il senso del dovere di rispettare i diritti degli altri. 

È con questo stesso sguardo che venerdì 10 Maggio prossimo, si vuole  promuovere l’incontro tematico per riflettere sulle parole del Messaggio pontificio e sulle sfide da vincere per una politica di pace e per la pace. 

L’Italia è un Paese per mamme?

Si avvicina la Festa della mamma. Ma qual è la situazione della maternità nel nostro Paese? I dati dimostrano che oggi è ancora molto difficile per una madre conciliare vita professionale e cura dei figli. Il ricorso al part-time per le mamme sembra una scelta quasi obbligata. Intanto le nascite continuano a calare.


Save the Children ha presentato uno studio “Le Equilibriste: la maternità in Italia” diffuso in occasione della Festa della mamma del prossimo 12 maggio. L’analisi mostra che sono quasi 10 milioni le donne con figli minorenni in Italia. Scelgono la maternità sempre più tardi (l’Italia è in cima alla classifica europea per anzianità delle donne al primo parto con una media di 31 anni) e devono sempre più spesso rinunciare a lavorare a causa degli impegni familiari (il 43,2% delle donne tra i 25 e i 49 anni con figli minorenni risulta non occupata). Inoltre lamentano poco sostegno per chi decide di mettere al mondo un figlio e una scarsa rete di servizi per la prima infanzia, che costringe buona parte del 40,9% di madri con almeno un figlio, a scegliere un regime di part-time pur di continuare ad avere un’occupazione lavorativa. E infatti nascono sempre meno figli: nel 2018 il nostro Paese ha toccato il record negativo di 449mila nascite ed evidenzia un forte divario Nord-Sud per quanto riguarda la rete di sostegno.

Il percorso di nascita e la vita delle neomamme sono costellati di difficoltà e la crescita dei figli viene vissuta oggi come un impegno che ricade in gran parte sulle donne. C’è bisogno di una vera politica di sostegno alla genitorialità sul medio e lungo termine, come da anni diciamo. Il report mostra una condizione ancora molto critica e include anche la ricerca ‘l’Indice delle Madri’, elaborata dall’ISTAT per Save the Children, che identifica le Regioni in cui la condizione delle madri è peggiore o migliore sulla base di 11 indicatori rispetto a tre diverse dimensioni: quella della cura, del lavoro e dei servizi. Le 449mila nascite nel 2018, 9mila in meno rispetto all’anno precedente, registrano la nona diminuzione consecutiva dal 2008. Le mamme italiane hanno pochi figli, con un numero medio per donna pari oggi a 1,32, ben lontano dai 2,38 del 1970. Diminuiscono le famiglie numerose (5,3%); più cospicua, quasi il doppio, la percentuale di famiglie con un solo genitore (10%, in prevalenza madri).

Le intenzioni di preghiera del Papa per maggio 2019

Papa Francesco ringrazia religiose, sacerdoti, laici e missionari per l’impegno nel continente africano e, in questo mese di maggio, chiede di pregare per loro.




Intenzioni del Papa
Le divisioni etniche, linguistiche e tribali dell’Africa si possono superare promuovendo l’unità nella diversità. Vorrei ringraziare le religiose, i sacerdoti, i laici e i missionari per il loro lavoro a favore del dialogo e della riconciliazione tra i diversi settori della società africana. Preghiamo questo mese perché, mediante l'impegno dei propri membri, la Chiesa in Africa sia fermento di unità tra i popoli, segno di speranza per questo continente.


mercoledì 8 maggio 2019

Il Papa: Jean Vanier ha aiutato gli scartati, anche bambini in grembo

All’udienza generale Francesco racconta il suo viaggio in Bulgaria e Macedonia del Nord. Senza tenerezza la carità è come se avesse un bicchiere di aceto. Accogliere i migranti con amore risolve i problemi
Papa Francesco ha ricordato Jean Vanier, il fondatore della comunità francese per disabili “L’Arche” scomparso ieri all’età di novanta anni, all’udienza generale in piazza San Pietro, sottolineando che «ha lavorato per i più poveri, per i più scartati, anche per coloro che nel grembo della mamma erano condannati a morte».

«Vorrei fare un pensiero a un grande uomo di Chiesa che si è spento ieri Jean Vanier», ha detto Jorge Mario Bergoglio salutando i fedeli di lingua francese presenti a piazza San Pietro, «lui ha lavorato per i più poveri, per i più scartati, anche per coloro che nel grembo della mamma erano condannati a morte (da persone che cercavano di) convincere i genitori di mandarli via e non farli nascere, e lui li ha ricevuti, ha dato la vita: che Jean Vanier rimanga un esempio per tutti noi e ci aiuti dal cielo».

Papa: “La mistica del rispetto contro la cultura dell’insulto”

Nell’incontro con i giornalisti sul volo Skopje-Roma il Papa in Macedonia è stato toccato dalla tenerezza con cui le suore di Madre Teresa assistono i poveri ‘come fossero Gesù’. Edificato dal colloquio con il patriarca Neofit, ha definito tutti i patriarchi ortodossi ‘uomini di Dio’. Sulla canonizzazione del card. Stepinac quello che interessa è la verità. Per il Papa il lavoro della commissione per il diaconato femminile è ancora lungo ed ha confidato che la forza che trova in questi viaggi è ‘un dono del Signore’

Come è consuetidine al termine di ogni viaggio apostolico, sull'aereo che lo stava riportando a Roma, Papa Francesco ha voluto incontrare i giornalisti al seguito che gli hanno fatto alcune domande. Il direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede Alessandro Gisotti ha invitato l'inviata macedone e quello bulgaro a rivolgere le prime domande al Pontefice

Bigana Zherevska della Tv macedone MRT. Qual è stata la sua impressione di questi giorni e dei due Paesi visitati? Che cosa ricorderà?

R. - «Sono due nazioni totalmente diverse. La Bulgaria è una nazione con una tradizione di secoli. La Macedonia pure ha una tradizione di secoli ma non come Paese, come popolo. È riuscita ultimamente a costituirsi come nazione, una bella lotta. Per noi cristiani la Macedonia è un simbolo dell’entrata del cristianesimo in Occidente. Il cristianesimo è entrato in Occidente attraverso di voi, un macedone ha chiamato Paolo che invece voleva andare in Asia. Il popolo macedone non perde l’opportunità di ricordarci che il cristianesimo è entrato attraverso la vostra porta perché Paolo è stato chiamato da un macedone. La Bulgaria ha dovuto lottare tanto come nazione, nel 1877 sono morti 200mila soldati russi per riprendere l’indipendenza dalla mano degli Ottomani. Tante lotte per l’indipendenza, tanto sangue, tanta mistica per consolidare l’identità. In tutti e due i Paesi ci sono comunità cristiane ortodosse, cattoliche e anche musulmane. La percentuale ortodossa è molto forte in ambedue. Quella musulmana di meno. Quella cattolica è minima (in Bulgaria è più grande che in Macedonia). Ma una cosa che ho visto in ambedue le nazioni: ci sono buoni rapporti tra i differenti credo. In Bulgaria lo abbiamo visto con la preghiera per la pace. Questo è normale per i bulgari: ognuno ha il diritto di esprimere la propria religione e ha il diritto di essere rispettato: questo mi ha colpito. Poi il colloquio con il patriarca Neofit mi ha edificato tanto, è un uomo di Dio! In Macedonia mi ha colpito una frase del Presidente: “Qui non c’è tolleranza di religione, c’è rispetto”. Si rispetta. E questo oggi, in un mondo in cui manca il rispetto per i diritti umani, per i bambini, per gli anziani, che la mistica di un Paese sia il rispetto, mi ha fatto bene».

martedì 7 maggio 2019

Il Papa: “Oggi siamo abituati al pane duro della disinformazione”

Così Francesco nell'omelia a Skopje, in Macedonia del Nord. «Siamo finiti prigionieri del discredito»

«Siamo finiti prigionieri del discredito. Ci siamo abituati a mangiare il pane duro della disinformazione». Papa Francesco lo afferma nell'omelia della messa a Skopje, capitale della Macedonia del Nord.

Secondo le autorità locali, in piazza Macedonia sono presenti circa 15mila persone. Lo riferisce la Sala stampa vaticana. 

Dice il Pontefice: «Ci siamo abituati a mangiare il pane duro della disinformazione e siamo finiti prigionieri del discredito, delle etichette e dell'infamia; abbiamo creduto che il conformismo avrebbe saziato la nostra sete e abbiamo finito per abbeverarci di indifferenza e di insensibilità; ci siamo nutriti con sogni di splendore e grandezza e abbiamo finito per mangiare distrazione, chiusura e solitudine; ci siamo ingozzati di connessioni e abbiamo perso il gusto della fraternità».

Il Papa: Madre Teresa ha riconosciuto in ogni uomo il Figlio di Dio

Per questo «ha saputo fare del bene ai più bisognosi». A Skopje, luogo di nascita della Santa di Calcutta, Francesco prega davanti al «Memoriale». E benedice la prima pietra del Santuario


«Dio, ti ringraziamo per il dono della vita e del carisma di Santa Madre Teresa. Lei ha saputo fare del bene ai più bisognosi, poiché ha riconosciuto in ogni uomo e donna il volto del tuo Figlio». È l'inizio della preghiera recitata da papa Francesco nel «Memoriale» di della Santa di Calcutta, a Skopje, in Macedonia del Nord, dove è nata. Bergoglio inoltre benedice la prima pietra del Santuario a lei dedicato.

Il Pontefice, dopo gli incontri con le autorità al palazzo presidenziale, si trasferisce al Memoriale di Madre Teresa, eretto nel luogo in cui sorgeva la chiesa del Sacro Cuore di Gesù - distrutta da un terremoto nel 1963 - dove la Santa, nata a Skopje il 26 agosto 1910, fu battezzata il giorno dopo la sua nascita. Sempre nella casa-memoriale si svolge l'incontro di Francesco con i poveri.

lunedì 6 maggio 2019

Migranti e bambini: sono loro che accompagnano l’ultimo giorno del Papa in Bulgaria

Il pontefice fa visita e incoraggia i profughi siriani e iracheni e poi dà la comunione a 245 bambini


Migranti e bambini: l’ultimo giorno del viaggio apostolico in Bulgaria, Papa Francesco decide di dedicarlo a loro.

“Oggi il vostro mondo è un pò una croce…”
Questa mattina, lasciata la Nunziatura Apostolica, il Santo Padre Francesco si è trasferito in auto al Centro Profughi “Vrazhdebna” nella periferia di Sofia. Al Suo arrivo, il Papa è stato accolto dal Direttore del Centro e dal Direttore della Caritas all’ingresso principale della struttura. Quindi si è recato nel refettorio dove si trovavano riunite circa 50 persone tra genitori e bambini. I bambini presenti nel Centro provengono da Siria ed Iraq.