Il Papa ai potenti del mondo: “Ascoltate il grido dei poveri: non c’è pace senza giustizia”

 Giubileo dei Poveri 2025 – Il messaggio forte di Papa Leone XIV riecheggia nella Basilica di San Pietro e in tutto il mondo.

In occasione della nona Giornata Mondiale dei Poveri e del Giubileo dei Poveri, celebrati nel cuore dell’Anno Santo, Papa Leone XIV ha rivolto un accorato appello ai leader mondiali, ricordando che la pace non può essere costruita senza giustizia sociale e attenzione ai più fragili.

Davanti a oltre 6.000 fedeli riuniti nella Basilica Vaticana – molti dei quali giunti grazie all’impegno delle Caritas e di numerose realtà caritative – il Pontefice ha denunciato la crescita delle povertà materiali, morali e spirituali, che colpiscono in modo particolare i giovani. Una radice comune, ha spiegato, accomuna tutte queste ferite: la solitudine, «uno dei mali più diffusi e meno riconosciuti del nostro tempo».

“Ascoltate il grido dei più poveri”
Durante l’omelia, il Santo Padre ha rivolto parole chiare e dirette ai responsabili delle nazioni:

“Esorto i Capi degli Stati e i Responsabili delle Nazioni ad ascoltare il grido dei poveri. Non ci potrà essere pace senza giustizia, e i poveri ce lo ricordano con il loro migrare e con il loro grido soffocato dal mito del benessere.”

Un richiamo forte a un cambio di paradigmi, perché – ha ricordato – il progresso che non include i più deboli non è autentico sviluppo, ma produce scarti, ingiustizie e nuove forme di esclusione.

La Chiesa, madre dei poveri
Rivolgendosi direttamente ai bisognosi presenti, Papa Leone XIV ha ripetuto con forza che essi sono al centro del cuore di Dio:

“Dio non vi lascia soli. A ciascuno di voi il Signore dice: ‘Io ti ho amato’.”

Ha ricordato che la Chiesa deve essere sempre più “madre dei poveri, luogo di accoglienza e di giustizia”, come indicato anche nella sua recente esortazione apostolica. Una Chiesa che accompagna, consola, sostiene e denuncia le ingiustizie.


Una cultura dell’attenzione per vincere la solitudine
Il Papa ha indicato una via concreta: costruire una cultura dell’attenzione, capace di infrangere l’indifferenza e la solitudine che affliggono milioni di persone. Questa attenzione, ha detto, deve nascere nelle famiglie e diffondersi nei luoghi di lavoro, di studio, nelle comunità, fino ai confini più dimenticati della società e anche nel mondo digitale.

Di fronte alle guerre: non cedere alla rassegnazione
Con uno sguardo preoccupato alle molte guerre che insanguinano il pianeta, il Papa ha messo in guardia dalla “globalizzazione dell’impotenza”, quella rassegnazione che convince le persone che nulla possa cambiare.

“La storia è sempre nelle mani di Dio, che viene a salvarci proprio nei momenti più difficili.”

Per questo, ha ricordato, la comunità cristiana deve essere segno di speranza viva, specialmente in mezzo ai poveri.

Il grazie ai volontari: “Siate coscienza critica della società”
Al termine della celebrazione, Papa Leone XIV ha espresso profonda gratitudine ai volontari, agli operatori pastorali e alle associazioni che ogni giorno si prendono cura dei più deboli.

“Voi sapete che i poveri sono la carne di Cristo. Continuate a essere coscienza critica nella società. Impegniamoci tutti.”

L’impegno dell’Associazione Giovanni Paolo II
Il messaggio del Santo Padre risuona con forza anche nella missione della nostra Associazione. Da anni operiamo per sostenere i più fragili, costruire ponti e promuovere una cultura della solidarietà e dell’incontro.

Le parole di Papa Leone XIV sono per noi un incoraggiamento a proseguire con rinnovato entusiasmo e responsabilità il nostro servizio quotidiano, certi che ogni gesto di carità contribuisce alla costruzione di un mondo più giusto e più fraterno.


a cura dell'Associazione Giovanni Paolo II - Settore Media e Comunicazione

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