Papa Leone XIV: l’amicizia con Dio, cuore della Rivelazione e salvezza dell’uomo

 «Solo quando parliamo con Dio, possiamo anche parlare di Lui». Con queste parole intense e dirette, Papa Leone XIV ha offerto una profonda riflessione durante l’Udienza generale svoltasi nell’Aula Paolo VI, proseguendo il ciclo di catechesi dedicate al Concilio Vaticano II e iniziando l’approfondimento della Dei Verbum, la Costituzione dogmatica sulla divina Rivelazione.

Il Santo Padre ha definito la Dei Verbum «uno dei documenti più belli e più importanti dell’assise conciliare», perché tocca il cuore stesso della fede cristiana: il modo in cui Dio entra in relazione con l’uomo. Per introdurne il significato, Papa Leone XIV ha richiamato le parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni:

«Non vi chiamo più servi, ma amici».

Dio parla all’uomo come a un amico

È proprio questa la grande novità cristiana, ha spiegato il Pontefice: Gesù Cristo trasforma radicalmente il rapporto tra Dio e l’uomo, rendendolo una relazione di amicizia fondata sull’amore. Non più una distanza incolmabile, ma un dialogo vivo, personale, intimo. Un’amicizia resa possibile non per merito umano, ma per grazia.

Richiamando Sant’Agostino, Papa Leone XIV ha ricordato che l’amicizia autentica “o nasce tra pari o rende tali”. Noi non siamo uguali a Dio, ma è Dio stesso che, nel Figlio, ci rende simili a Lui. La nostra somiglianza con Dio non si raggiunge con lo sforzo, ma nella relazione con Cristo, il Figlio fattosi uomo.

La Dei Verbum lo afferma con chiarezza: Dio invisibile, nel suo grande amore, parla agli uomini come ad amici, si intrattiene con loro e li invita alla comunione con sé. Fin dalle origini, dalla Genesi fino all’Incarnazione, Dio non ha mai smesso di cercare l’uomo, anche quando il peccato ha interrotto il dialogo.

La Rivelazione è dialogo, non silenzio

La Rivelazione di Dio, ha sottolineato il Papa, ha un carattere profondamente dialogico. Come ogni vera amicizia, non sopporta il mutismo, ma vive dello scambio di parole autentiche. Da qui l’invito a distinguere tra parola e chiacchiera: la prima crea comunione e rivela chi siamo, la seconda resta in superficie.

Così fa Dio con l’uomo: parlando a noi, Dio rivela sé stesso come Alleato, come Colui che desidera una relazione viva, personale e fedele.

Preghiera: il luogo dell’amicizia con Dio

Se la prima attitudine da coltivare è l’ascolto, il luogo privilegiato in cui questa amicizia cresce è la preghiera. Papa Leone XIV è stato netto:
«Non può mancare, nella giornata e nella settimana del cristiano, il tempo dedicato alla preghiera, alla meditazione e alla riflessione».

Senza questo spazio, l’amicizia con Dio rischia di spegnersi, non per un rifiuto esplicito, ma per una serie di disattenzioni quotidiane. Proprio come accade nelle relazioni umane.

Un appello per il nostro tempo

Nel suo messaggio, il Santo Padre ha lanciato un appello semplice e potente: non lasciare inascoltato l’invito di Gesù a essere suoi amici. Prendersi cura di questa relazione significa riscoprire la radice della nostra fede e la sorgente della nostra speranza.

«Scopriremo – ha concluso Papa Leone XIV – che proprio l’amicizia con Dio è la nostra salvezza».

Un messaggio che interpella ciascuno di noi e che, come Associazione Giovanni Paolo II, sentiamo particolarmente vicino: vivere, testimoniare e custodire una fede che nasce dall’incontro, dal dialogo e dall’amicizia con Dio.

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA CATECHESI DI PAPA LEONE XIV

Associazione Giovanni Paolo II - Settore Media e Comunicazione 


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