Giorno della Memoria: ricordare per non dimenticare
Nel Giorno della Memoria siamo chiamati a fermarci, a riflettere e a ricordare. Ricordare guerre assurde e senza senso, forni accesi pronti a spegnere vite innocenti, urla disperate rimaste inascoltate nell’indifferenza generale. Ricordare significa non voltarsi dall’altra parte davanti al dolore di chi è morto ingiustamente.
La Memoria ci riporta davanti all’orrore di una umanità che ha smarrito la propria morale, trasformandosi in carnefice, dimenticando il valore sacro della vita. È il ricordo di gesti atroci, compiuti con freddezza e disumanità, che hanno cancellato esistenze, famiglie, intere generazioni.
Nel Giorno della Memoria non ricordiamo solo i numeri, ma le persone: uomini, donne, bambini, vite colpite senza colpa, spezzate dall’odio, dal razzismo, dall’intolleranza. Ricordiamo i fatti, gli orrori realmente accaduti, affinché non vengano negati, minimizzati o dimenticati.
Come Associazione Giovanni Paolo II, sentiamo forte il dovere morale di custodire la Memoria e di trasmetterla alle nuove generazioni. Ricordare non è un atto formale, ma un impegno concreto: significa educare al rispetto, alla dignità umana, alla pace, affinché simili tragedie non trovino mai più spazio nella storia dell’uomo.
La Memoria è responsabilità. È coscienza. È il fondamento su cui costruire un futuro in cui l’uomo non sia più bestia, ma custode dell’altro.
Perché ricordare è un dovere. Dimenticare sarebbe una colpa.
Associazione Giovanni Paolo II - Settore Media e Comunicazione

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