122 anni fa nasceva Giorgio La Pira
Un sindaco “diverso”, un esempio ancora attuale di servizio al bene comune
Centoventidue anni fa, a Pozzallo, nasceva Giorgio La Pira, una delle figure più alte e originali della storia civile e politica italiana del Novecento. Un uomo spesso definito “irripetibile”, ma la cui testimonianza continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento imprescindibile per chiunque voglia occuparsi della cosa pubblica con coscienza, competenza e spirito di servizio.
Giorgio La Pira non fu soltanto un grande sindaco di Firenze, ma un autentico testimone del Vangelo nella storia. La sua azione politica affondava le radici in una fede profonda, vissuta senza separazioni tra vita spirituale e responsabilità pubblica. Per lui, la politica non era mai esercizio di potere, ma forma esigente di carità, servizio concreto alla dignità della persona, soprattutto dei più poveri e degli ultimi.
In un’Italia segnata da ricostruzione, tensioni sociali e grandi trasformazioni, La Pira seppe indicare una strada alternativa: quella della centralità della persona, del lavoro come diritto fondamentale, della pace come orizzonte irrinunciabile. Le sue “politiche della casa”, l’attenzione ai lavoratori, il dialogo internazionale con i “sindaci del mondo” e l’impegno instancabile per la distensione tra i popoli fanno di lui una figura ancora sorprendentemente attuale.
La sua visione non era ideologica, ma profetica. La Pira parlava di pace quando il mondo era diviso in blocchi, di dialogo quando prevalevano i muri, di fraternità quando dominava la paura. Per questo la sua esperienza continua a interpellare la coscienza civile e cristiana del nostro tempo.
Come è stato autorevolmente ricordato:
«In un momento in cui la complessità della vita politica italiana e internazionale necessita di fedeli laici e di statisti di alto spessore umano e cristiano per il servizio al bene comune, è importante riscoprire Giorgio La Pira, figura esemplare per la Chiesa e per il mondo contemporaneo».
San Giovanni Paolo II guardò con grande stima alla figura di La Pira, riconoscendo in lui un modello luminoso di laico cristiano impegnato nella società, capace di coniugare fede, competenza e responsabilità storica. Non a caso, il suo cammino di beatificazione è oggi segno di una santità vissuta nella quotidianità dell’impegno politico e istituzionale.
Ricordare oggi Giorgio La Pira non significa celebrare il passato, ma riscoprire una bussola per il presente. In tempi segnati da sfiducia, frammentazione e crisi della partecipazione, la sua testimonianza invita a credere che un altro modo di fare politica è possibile: più umano, più giusto, più attento al bene comune.
Come Associazione Giovanni Paolo II, sentiamo il dovere di custodire e rilanciare esempi come quello di Giorgio La Pira, affinché le nuove generazioni possano attingere a una tradizione viva di impegno, responsabilità e speranza.
Associazione Giovanni Paolo II - Settore Media e Comunicazione

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