Giovanni Paolo II a Cuba: una visita che aprì la storia | Accadde oggi – 21 gennaio 1998
Esattamente 28 anni fa, il 21 gennaio 1998, San Giovanni Paolo II sbarcava sull’isola di Cuba per una storica visita apostolica. Un evento destinato a segnare profondamente non solo la vita della Chiesa cubana, ma anche il cammino civile e sociale del Paese.
Era la prima grande manifestazione cattolica a Cuba dai tempi della rivoluzione. Un momento atteso, desiderato, preparato a lungo, che aprì una stagione nuova di dialogo e di speranza.
⏳ Un desiderio coltivato nel tempo
Per oltre dieci anni, Giovanni Paolo II aveva manifestato il desiderio di visitare Cuba, inviando suoi delegati e mantenendo vivo un canale di dialogo con le autorità dell’isola. Tuttavia, l’invito ufficiale non arrivava.
La svolta avvenne nel novembre 1996, quando Fidel Castro si recò a Roma per una riunione della FAO. In quell’occasione fu ricevuto in Vaticano e invitò formalmente il Pontefice a visitare Cuba. Da quel momento, per tutto il 1997, si lavorò intensamente all’organizzazione della visita.
🤝 Un incontro inatteso e profondo
Tre mesi prima del viaggio, il portavoce di Giovanni Paolo II, Joaquín Navarro-Valls, incontrò Fidel Castro per definire gli ultimi dettagli. Fu un colloquio sorprendente: sei ore di dialogo, protrattosi fino a notte fonda.
Castro si mostrò profondamente incuriosito dalla figura del Papa. Voleva conoscere l’uomo Karol Wojtyła: la sua famiglia, la sua giovinezza, la sua formazione. Traspariva un’autentica ammirazione e il desiderio di andare oltre la semplice dimensione diplomatica.
A un certo punto Navarro-Valls disse al presidente cubano:
«Signor presidente, la invidio».
Alla domanda “Perché?”, rispose:
«Perché il Papa prega per lei ogni giorno, affinché un uomo della sua formazione possa ritrovare la via del Signore».
Per una volta, Fidel Castro rimase in silenzio.
✝️ Il faccia a faccia con il Papa
L’incontro diretto tra Giovanni Paolo II e Fidel Castro durante la visita durò a lungo. Al termine, entrambi apparvero sereni e sorridenti, segno di un dialogo autentico e rispettoso.
Prima della partenza per Roma, all’aeroporto, Castro congedò il Pontefice con parole rimaste nella storia:
«La ringrazio per tutte le parole che ha detto, anche quelle che mi potrebbero non essere piaciute».
Giovanni Paolo II sorrise. Con quella visita aveva inaugurato un tempo nuovo: fatto di lente ma reali aperture, di maggiore libertà religiosa e di un rinnovato spazio per la Chiesa nella società cubana.
🌍 Un’eredità che continua
La visita del 1998 resta una delle più profetiche e coraggiose del pontificato di San Giovanni Paolo II. Essa dimostra che il dialogo, la preghiera e la testimonianza evangelica possono aprire strade anche dove sembrano esistere solo muri.
Un Papa che non ebbe paura di incontrare la storia, convinto che la verità, detta con amore, è sempre seme di libertà.


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