All'Angelus di oggi, memoria di Santo Stefano, Francesco riflette sulla figura del primo martire, morto pregando per coloro che lo stavano lapidando. La sua testimonianza, di apparente "debolezza" è in realtà quella di un "uomo veramente libero", ripresa da tanti cristiani che anche in quest'epoca danno la loro vita per la fede: Non si lasciano uccidere per debolezza, né per difendere un’ideologia, ma per rendere tutti partecipi del dono di salvezza che hanno ricevuto da Cristo" Stefano, il primo martire, che trascorse gli ultimi attimi della sua vita pregando per coloro che lo stavano lapidando. Una figura apparentemente debole, "impotente" di fronte alla violenza subita. In realtà, testimonianza di "uomo veramente libero", che non si lascia uccidere a difesa di "un'ideologia", ma a sostegno di un "dono di salvezza" che non deve lasciare nessuno escluso. Un solco tracciato oltre duemila anni fa, seguito ancor...
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