In queste ore nelle quali la notizia della morte del Papa emerito Benedetto XVI si fonde in ricordi, commenti, analisi del suo pontificato, poche righe di ricordo personale, senza alcuna pretesa di tracciarne un bilancio ma solo come testimonianza di un tratto di strada percorso assieme, come cristiana e come narratrice dei fatti vaticani. Benedetto XVI, l’umile servitore nella vigna del Signore che ha portato nella Chiesa la forza dirompente della sua umanità, della debolezza fisica, di uno straordinario coraggio, di una grande forza morale. Con lui se ne va un grande pastore della Chiesa universale che, sono certa, verrà riscoperto in tutta la sua ricchezza solo progressivamente, con il passare dei decenni. Un uomo timido, finissimo intellettuale, abituato a servire dietro le quinte più che a muoversi sotto le luci della ribalta. Un pontefice arrivato alla guida della Chiesa in un momento non facile - era il 19 aprile del 2005 - per le questioni mondiali aperte sul tavolo, per il vuo...
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