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San Pio e don Tonino Bello, uomini pasquali in quanto... TESTIMONI DEL RISORTO

L’evento è storico. Papa Francesco attraverserà per ben due volte la Puglia nell’arco di un mese, da un’estremità all’altra: San Giovanni Rotondo, Alessano, Molfetta. La regione, geograficamente periferica, acquisterà nuova centralità. Un autentico “miracolo” dovuto alla forza attrattiva di San Pio e don Tonino Bello, testimoni di Cristo nel nostro tempo.

Cos’hanno in comune le due figure? Più di quanto normalmente si pensi! L’umanità. Le umili origini. La semplicità. La ricerca di senso. La minorità. L’esercizio della povertà. La consacrazione. L’intensità della preghiera. Le virtù cristiane. L’amore per la vita. L’immersione nella storia. Il servizio al mondo. La realizzazione di opere segno. La profezia. La sofferenza nel corpo e nello spirito. La carità per i sofferenti. L’esperienza della croce. Il culto eucaristico. La scelta oblativa. La santità.
Attitudini pasquali. Capitoli da approfondire per convertire e rigenerare anche il nostro vissuto personale e comunitario.
San Pio e don Tonino Bello costituiscono un luminoso punto di riferimento per la Chiesa contemporanea. Per questo, meta di pellegrinaggio e compagni di viaggio di tanti!
Anche la comunità parrocchiale Santi Medici di Bitonto e la Fondazione omonima si specchiano da sempre nelle loro figure. Vicinanza e gratitudine caratterizzano il sentimento comunitario.
A Padre Pio, per la capacità di portare nel corpo le ferite del Crocifisso, dei crocifissi di oggi. Non è chiesta la stessa attitudine agli operatori pastorali, a chi anima il progetto sociosanitario della Fondazione, in particolare agli operatori dell’Hospice?
A don Tonino Bello, per la capacità di riconoscere il volto di Cristo nel volto dei poveri. Riconoscere, contemplare e accarezzare il volto di chi è nel disagio – così spesso oscurato dalla “globalizzazione dell’indifferenza” che ci avvolge – non è forse il senso e la missione da cui scaturiscono le opere segno della Fondazione e il movimento di volontariato che le sostiene?
Un altro insegnamento vorremmo cogliere dalle due figure: hanno vissuto in orizzonti alquanto angusti, omologhi e tutto sommato periferici, ma la forza dello Spirito li ha aperti alla mondialità, alla pace conviviale, all’accoglienza del diverso, alla consolazione del sofferente, rendendo feconda oltre ogni dire la loro capacità di amare la famiglia umana. Senza paura. Senza confini. Senza misura. E ancora oggi li rende presenti ed efficaci in questo mondo. Testimoni del Risorto.

Renato BRUCOLI per l’ECO dei SS. MEDICI - Bitonto

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