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L'anno di Giovanni Paolo II animato dalla carità e ordinato alla giustizia,il diritto vive

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La promulgazione del nuovo Codice di Diritto canonico presentato il 3 febbraio del 1983 Giovanni Paolo II firma il nuovo testo del Codice di diritto canonico Per Giovanni Paolo II era uno dei lati del triangolo che compongono la struttura della Chiesa. Il Codice di Diritto Canonico che nel 1983 veniva promulgato sostituiva quello del 1917 e ci erano voluti quasi venti anni per metterlo a punto. Era stato Giovanni XXIII a metterlo in cantiere come necessaria conseguenza dell’aggiornamento del Concilio Vaticano II. Giovanni Paolo II il 25 gennaio del 1983 lo firmò. Erano passati 24 anni dalla indizione del Concilio e finalmente si vedevano i frutti. Il 3 febbraio del 1983 Giovanni Paolo II tenne un memorabile discorso per la presentazione del Nuovo Codice di Diritto Canonico per la Chiesa cattolica di Rito Latino. Il Papa parte dalla domanda più ovvia e necessaria: “Che cos’è - ci si chiede - il diritto nella Chiesa? Risponde esso alla perenne e universal...

Giovanni Paolo II e il cammino verso il Documento sulla fratellanza

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Il 4 febbraio 2019, ad Abu Dhabi, l’inattesa firma della Dichiarazione da parte del Papa e del Grand Imam di al- Azhar: punto di arrivo di un cammino segnato in particolare da Wojtyla, con i due incontri di Assisi, il Sinodo per il Libano e la lettera apostolica “Novo Millennio Ineunte”. Giovanni Paolo II ed il cammino verso il Documento sulla fratellanza Il lungo cammino che ha condotto al Documento sulla fratellanza umana firmato da Papa Francesco e dal Grand Imam dell’Università islamica di Al-Azhar, lo sheikh Ahmed al-Tayyeb, ha prodotto nel mondo islamico un aggiornamento che ha modificato prassi e tradizioni vecchie di secoli. Nel mondo cattolico la Dichiarazione Conciliare Nostra Aetate poneva già nel 1965 le basi per la firma del Documento di Abu Dhabi affermando che: «La Chiesa cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molt...

Il Papa: le Beatitudini sono un messaggio per tutta l’umanità

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Inaugurando un ciclo di catechesi sulle Beatitudini, Francesco all'udienza generale spiega come Gesù insegni una “nuova” legge, quella dell’essere poveri, miti, misericordiosi. L’esortazione del Pontefice è a sperimentare il potere del Signore manifestato nelle nostre sofferenze quotidiane, per arrivare alla felicità proposta da Dio. Per donarsi a noi, Dio sceglie spesso delle strade “impensabili”, magari quelle “dei nostri limiti, delle nostre lacrime, delle nostre sconfitte”: la gioia pasquale, di cui parlano i "fratelli" orientali, ha infatti “attraversato la morte”, fatto esperienza “della potenza” del Signore, ha “le stimmate” ma è “viva”. Questa la considerazione del Papa all’ udienza generale di oggi in Aula Paolo VI, inaugurando un ciclo di catechesi sulle Beatitudini. Ripercorrendo il Vangelo di Matteo, Francesco riflette sul Discorso della montagna pronunciato da Gesù che, dice, ha “illuminato” la vita dei credenti e anche di “tanti” non credenti. È “d...

KOBE BRYANT, QUANDO MUORE UNA LEGGENDA

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Per sintetizzare Kobe Bryant, uno di quei campioni che vanno oltre le discipline e le bandiere, basterebbero i numeri. Ma non dicono tutto. Non raccontano la bellezza del gesto e nemmeno la fatica di gestire la responsabilità di essere simboli. Gli antichi per darsi un senso di morti così si erano inventati il mito di Ganimede, il coppiere degli Dei, rapito in cielo per troppa bellezza. Ed è questo in fondo che fanno i campioni, producono bellezza, a loro modo arte: gesti spettacolari che incantano perché impensabili per corpi e coordinazioni da comuni mortali. Kobe Bryant, scomparso troppo presto il 26 gennaio in un incidente in elicottero con la figlia Gianna di 13 anni, era per la pallacanestro Nba quello che Federer è per il tennis, Dettori per l’ippica, Maradona per il calcio, Bolt per l’atletica, Phelps per il nuoto: una leggenda planetaria, al di là di maglie e bandiere, (anche se Kobe ne ha avuta sempre e solo una, quella leggendaria gialla e viola dei L.A. Lakers). Pa...

Giorno della Memoria, il Papa: “L’indifferenza non è ammissibile. Mai più!”

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Oggi si celebra la I Domenica della Parola di Dio: «Teniamo il Vangelo in tasca, o apriamolo sul cellulare». A messa anche Zaniolo e Zichichi: sono tra le 40 persone che ricevono la Bibbia dal Pontefice. All’Angelus prega per le vittime del virus in Cina. Una ragazza e un ragazzo dell'Azione cattolica accanto al Papa nella preghiera dell'Angelus CITTÀ DEL VATICANO. «Oggi per la prima volta celebriamo la Domenica della Parola di Dio, istituita per celebrare e accogliere sempre meglio il dono che Dio ha fatto e quotidianamente fa della sua Parola al suo Popolo». E in questa giornata nuova per la Chiesa, papa Francesco presiede una Messa e invita a tenere sempre con sé il Vangelo, in tasca, o ad aprirlo sul cellulare. Quotidianamente. Perché ne «abbiamo bisogno: fa passare dall'oscurità alla luce». Con un promemoria: «Dio desidera visitare quei luoghi dove pensiamo che Egli non arrivi». Nella basilica vaticana ci sono anche Zaniolo e Zichichi: sono tra le 40 persone c...

Essere cattolici in politica richiede prudenza (a destra e a sinistra)

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In un clima di dialogo il tema della collocazione politica dei cattolici suscita tanti approcci e tante precisazioni. Rocco D'Ambrosio, professore ordinario di Filosofia Politica all'Università Gregoriana, continua le sue riflessioni su Chiesa, politica e Vangelo. Mi ha fatto piacere leggere le considerazioni di Corrado Ocone in risposta al mio intervento su cattolici di destra e identità cristiana. Il dialogo fa sempre bene e aiuta tutti, cattolici compresi: non a caso ce lo ricordano anche due grandi papi come Paolo VI (specie nell’Ecclesiam suam) e papa Francesco (in diversi testi). In questo clima di dialogo non nascondo che il tema della collocazione politica dei cattolici suscita tanti, ma tanti approcci e precisazioni. Per non dilungarmi, nella mia riflessione, leggendo il testo di Ocone ho cercato di seguire il filo storico. Il mio riferimento ai “clerico-fascisti” non alludeva all’uso becero di una certa sinistra, bensì al dibattito che l’avvento del ...

"Le menzogne spogliano l'uomo di dignità"

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Nel messaggio per la 54° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, il Papa mette in guardia dalla "falsificazione delle notizie" e dalla "avidità di pettegolezzi" l l testo è firmato Franciscus ed è datato "Roma, presso San Giovanni in Laterano, 24 gennaio 2020, Memoria di San Francesco di Sales", patrono dei giornalisti. E' il messaggio del Pontefice per la 54° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che quest’anno si celebra, in molti Paesi, domenica 24 maggio, Solennità dell’Ascensione del Signore. Il titolo della riflessione di Jorge Mario Bergoglio è "Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria. La vita si fa storia" La verità delle storie buone "Desidero dedicare il Messaggio di quest’anno al tema della narrazione, perché credo che per non smarrirci abbiamo bisogno di respirare la verità delle storie buone: storie che edifichino, non che distruggano; storie che aiutino a ritrovare le radici e la forza...

L'anno di Giovanni Paolo II, il cardinale Ruini ricorda la sua amicizia con il Papa

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Una nuova serie di appuntamenti per conoscere meglio il Papa a cento anni dalla nascita Il 2020 è l’ anno di Giovanni Paolo II. Si celebrano i cento anni della nascita del Papa che ha cambiato il corso della storia e che ha segnato la vita della Chiesa nel modo più significativo delle secolo. Da oggi inizia una serie di appuntamenti settimanali dedicati proprio a Giovanni Paolo II per rileggere la sua storia e il suo Magistero. Ad iniziare la serie un testimone d’eccezione, il Cardinale Camillo Ruini per anni stretto collaboratore di Giovanni Paolo II nella Chiesa di Roma e d’ Italia. Eminenza, Giovanni Paolo II l’ha scelta per essere vicario della Diocesi di Roma. Come è nata questa scelta, come vi siete conosciuti? Ho conosciuto Giovanni Paolo II nell’autunno del 1984, quando ero vescovo ausiliare di Reggio Emilia-Guastalla e vicepresidente per il Nord Italia del Comitato preparatorio del Convegno ecclesiale di Loreto. Il Papa mi invitò a cena, con mia grande sor...

Il Papa: la "sconvolgente" scelta di Dio di stare dalla nostra parte

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Come Giovanni Battista, lasciamoci prendere dallo stupore di fronte alla "novità inaudita" di un Dio, che in Gesù, si fa solidale con noi e salva il mondo facendosi carico dei nostri peccati. Lo ha affermato Papa Francesco oggi all'Angelus. Il Papa ha rivolto poi il suo auspicio per il buon esito della Conferenza di Berlino sulla Libia. Un bel sole, che inonda una piazza San Pietro affollata, fa da cornice all' Angelus di Papa Francesco . La pagina evangelica proposta dalla liturgia di oggi, tratta dal Vangelo secondo Giovanni, riporta la testimonianza di Giovanni Battista su Gesù, consacrato dallo Spirito Santo e proclamato dal Padre “Figlio di Dio” durante il battesimo nel fiume Giordano. Il Battista, dice il Papa, “è stato il primo testimone di Cristo” e non può fare a meno di raccontare la sua esperienza: ( Ascolta il servizio con la voce del Papa ) Giovanni ha visto qualcosa di sconvolgente, cioè il Figlio amato di Dio solidale con i peccatori; e lo ...

COSÌ GIOVANNI PAOLO II FERMÒ IL VENTO DELLA SECOLARIZZAZIONE

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Il ricordo personale del vaticanista polacco Włodzimierz Rędzioch intervistato da Federico Cenci. Il 2 aprile moriva Giovanni Paolo II. Tra quanti erano quel giorno in piazza San Pietro c’era Włodzimierz Rędzioch, vaticanista dal 1980, per tanti anni dipendente vaticano e oggi corrispondente del settimanale cattolico polacco “Niedziela”. Molto legato a Karol Wojtyla, è autore del libro “Accanto a Giovanni Paolo II” (edizioni Ares), raccolta di interviste a illustri personalità che hanno conosciuto da vicino il  Pontefice polacco. – Che sensazioni le suscita il ricordo degli ultimi giorni di vita del Papa? – Mi fa rivivere i giorni della ‘passione’ di Giovanni Paolo II. Ad iniziare dalla ‘salita sul Calvario’ dei giorni precedenti alla morte. Ricordo un’immagine simbolica: il 25 marzo, non potendo più partecipare alla Via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo, seguì la cerimonia dalla sua cappella privata aggrappato alla croce. E poi la domenica di Pasqua, il 27 marz...