Ottobre mese del Rosario. Riscoprire l’amore per la preghiera più rivoluzionaria del quotidiano
Ottobre è arrivato, e con esso, la tradizione ci invita a riscoprire il Santo Rosario. Per alcuni, questa preghiera evoca immagini di un passato lontano, fatto di ripetizioni silenziose e forse percepite come monotone. Eppure, nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Il Rosario è tutt’altro che una reliquia: è una preghiera viva, potente e profondamente incarnata, capace di offrire una vera resistenza spirituale in un mondo frammentato, aiutandoci a ritrovare il centro, la pace e le nostre radici.
Se desideriamo che la fede incida veramente sul nostro vissuto, il Rosario è lo strumento perfetto per innamorarci della contemplazione che trasfigura il feriale.
Maria, maestra di incarnazione, donna del quotidiano
Spesso concepiamo la spiritualità come un’evasione dalle fatiche del mondo. Il Rosario rovescia questa prospettiva: non è evasione, ma immersione.
Maria è madre, sposa, pellegrina e donna del popolo. Recitare il Rosario con lei significa camminare attraverso i misteri della vita di Cristo, che sono, in realtà, anche i misteri della nostra vita. Il Rosario, infatti, è una preghiera che si intreccia con il bucato, il traffico, le e-mail e le fatiche familiari. È un respiro spirituale che si adatta al ritmo della vita. Ogni Ave Maria è come un respiro che ci riporta a Dio. Pregare il Rosario mentre si cammina, si attende o si soffre, è un modo concreto per affermare: “Non sono solo. Maria è con me. Gesù è vicino”.
Contemplare per incarnare
Qual è, dunque, il cuore spirituale e lo spessore teologico di questa pratica?
San Giovanni Paolo II definì il Rosario come “preghiera cristologica” e “compendio del Vangelo”. Ogni mistero è una pagina della Sacra Scrittura. Recitarlo è come camminare con Maria mentre ci racconta la storia di suo Figlio, non con parole astratte, ma con la concretezza dell’amore, della sofferenza e della gioia.
Quando recitiamo le Ave Maria, siamo invitati a contemplare i misteri di Gesù, affinché Egli sia il centro dei nostri pensieri, delle nostre attenzioni e delle nostre azioni. I misteri del Rosario non sono destinati solo alla meditazione, ma all’incarnazione. Ad esempio, il mistero della Visitazione ci spinge a portare Cristo agli altri con premura, mentre la Croce ci insegna a stare accanto a chi soffre.
Un’arma potente per la vita e per il mondo
Il Rosario non è solo una via per la crescita personale, ma è anche un’arma spirituale di intercessione e resistenza. Ottobre può diventare il tempo per affidare a Maria le nostre ferite personali, familiari ed ecclesiali.
Il Rosario è raccomandato dai Papi come “arma spirituale”. Papa Francesco lo ha indicato come un’arma per combattere le insidie del nemico, il “grande accusatore”. Suor Lucia di Fatima affermò che non esiste problema, per quanto difficile, di natura materiale o spirituale, nella vita privata o pubblica, che non possa essere risolto dalla preghiera del Santo Rosario.
Il Rosario può diventare una preghiera abitata, piena di volti, intenzioni ed episodi della giornata, offrendo ogni decina per una situazione o un bisogno concreto.
La bellezza contemplativa: scuola di silenzio
Per innamorarsi del Rosario, occorre superare la percezione della monotonia. Papa Benedetto XVI definì il Rosario “preghiera del cuore” e una “scuola di contemplazione e di silenzio”. La ripetizione cadenzata delle Ave Maria non disturba il silenzio interiore, ma al contrario, lo richiede e lo alimenta. Il silenzio emerge attraverso le parole, parlando al cuore.
Possiamo suggerire modi creativi e belli per viverlo:
• Accompagnarlo con immagini, musica o silenzio.
• Recitarlo camminando nella natura o in gruppo.
• Creare in casa un angolo del Rosario, uno spazio dove la preghiera diventa presenza.
Riscopri la potenza e la bellezza di questo colloquio dolce con Maria, e lascia che il Rosario trasformi le tue giornate, passo dopo passo, mistero dopo mistero.
FONTE: SHALOM BLOG


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