Post

L'Aquila 2009-2019

Immagine
3:32, 309, 6.2. Rispettivamente l’ora della scossa, i morti, la magnitudo. Il 6 Aprile del 2009 L’Aquila, cittĂ  millenaria, ricca di storia e tesori d’arte, viene devastata da un terremoto che in pochi istanti provoca anche 1600 feriti, 10 miliardi di danni e la distruzione di gran parte del territorio. 6 aprile 2009 - 6 aprile 2019: sono passati dieci anni dalla notte in cui il terremoto portò via dall'Aquila 309 persone per sempre e tanti cittadini dalle loro case a tempo indeterminato. Eppure, nonostante il trascorrere dei mesi, nella notte del lutto, le lancette del l'orologio della memoria sembrano immobili, fissate sulle 3.32, l'ora in cui la scossa cambiò la vita di un'intera popolazione.  ....UN ABBRACCIO A TUTTI I FRATELLI AQUILANI

Dio vuole la fraternitĂ  tra cristiani e musulmani

Immagine
All’udienza generale il Papa ripercorre i momenti piĂą significativi del viaggio in Marocco Non bisogna spaventarsi delle differenze tra le diverse religioni ma piuttosto della mancanza di fraternitĂ : lo ha affermato Papa Francesco all’udienza generale di mercoledì 3 aprile, in piazza San Pietro, ripercorrendo i momenti piĂą significativi del viaggio compiuto in Marocco il 30 e il 31 marzo. «Ringrazio il Signore, che mi ha permesso di fare un altro passo sulla strada del dialogo e dell’incontro con i fratelli e le sorelle musulmani» ha esordito il Pontefice, confidando di essersi recato nel Paese maghrebino sulle orme di Francesco d’Assisi, che «ottocento anni fa portò il messaggio di pace e di fraternitĂ  al sultano al-Malik al-Kamil», e di Giovanni Paolo II, che «nel 1985 compì la sua memorabile visita dopo aver ricevuto in Vaticano — primo tra i capi di Stato musulmani — il re Hassan II». Nel rimarcare la necessitĂ  dell’incontro tra cristianesimo e islam, Francesco ha ricor...

Esortazione apostolica "Christus vivit": sintesi ampia e testo integrale

Immagine
Pubblichiamo un'ampia sintesi con il link al testo integrale dell'Esortazione apostolica di Papa Francesco, frutto del Sinodo dei giovani svoltosi nell'ottobre scorso                         «Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la piĂą bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo!». Inizia così l’Esortazione Apostolica postsinodale “Christus vivit” (Testo integrale) di Francesco, firmata lunedì 25 marzo nella Santa Casa di Loreto e indirizzata «ai giovani e a tutto il popolo di Dio». Nel documento, composto di nove capitoli divisi in 299 paragrafi, il Papa spiega di essersi lasciato «ispirare dalla ricchezza delle riflessioni e dei dialoghi del Sinodo» dei giovani, celebrato in Vaticano nell’ottobre 2018. Primo capitolo: «Che cosa dice la Par...

L'anniversario. Giovanni Paolo II, Papa nel cuore della storia

Immagine
Quel minuto – le 21.37 del 2 aprile 2005 – è ormai entrato nella storia. Quella con la "S" maiuscola, che registra in quel momento la morte di Giovanni Paolo II, così come le storie di tante persone che attendevano in preghiera. Il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici e uno dei piĂą stretti collaboratori del Papa ora santo, è stato testimone diretto dell’ora suprema. «In quel momento – racconta ad Avvenire – mi trovavo lì, nell’appartamento del Santo Padre, accanto a lui. Poco prima, verso le otto di sera, dopo i primi vespri della domenica, avevamo concelebrato l’Eucaristia nella sua camera da letto: l’ultima Eucaristia di san Giovanni Paolo II su questa terra. Non potrò mai dimenticare quei momenti, che rimangono scolpiti nel mio cuore, e il silenzio orante che seguì».A poche decine di metri in linea d’aria, negli stessi attimi, Fabio Zavattaro, vaticanista del Tg1 (e prima di Avvenire e del Gr2, testate per le quali aveva...

Quel popolo sotto la finestra di Wojtyla

Immagine
GiĂ  al tramonto, la sera di quel 2 aprile, piazza San Pietro si andava colmando. La gente di Roma accorreva, sempre piĂą numerosa, come un torrente che si ingrossa dopo la pioggia. Arrivavano e si fermavano, in attesa, zitti. Si indicavano l’un l’altro una finestra con le persiane aperte, e le tende tirate. Quella, lassĂą: lĂ  dietro, Giovanni Paolo II stava morendo. Ma pareva quasi che la folla in piazza non volesse crederci davvero. Dall’intensitĂ  con cui molte donne recitavano il Rosario, si sarebbe detto che domandassero, ostinatamente, una grazia: che il Papa vivesse. Il cielo andava scurendosi, sopra a San Pietro stridevano i gabbiani. Un gruppo di ragazzi, proprio sotto alla finestra del Papa, gridava, scandendo le sillabe: "Gio-van-ni Pao-lo! Gio-van-ni Pao-lo!". E sembravano bambini che chiamano dal cortile un coetaneo, convalescente da una malattia da poco, perchè scenda, e torni con loro. ChissĂ  se Karol Wojtyla, mi chiesi, li poteva sentire ancora. Ne avr...

Il Papa di ritorno dal Marocco: mettiamo ponti nei porti

Immagine
Intervista sul volo da Rabat: chi costruisce muri ne resterĂ  «prigioniero». La dichiarazione su Gerusalemme «un passo avanti» da fratelli. Sui migranti appello all'Europa che «vende le armi allo Yemen per ammazzare dei bambini». E Francesco consiglia di leggere un articolo di Vatican Insider. Chi costruisce muri ne resterĂ  «prigioniero». Non servono barriere, ma ponti, che vanno messi anche «nei porti» per evitare che migliaia di migranti disperati affoghino in mare. Papa Francesco, sul volo che lo riporta a Roma da Rabat dopo la visita di due giorni n Marocco, rivela di essersi commosso di fronte a immagini delle lame della struttura di separazione tra il Paese africano e la Spagna. Il Pontefice spiega che la dichiarazione su Gerusalemme è «un passo avanti» compiuto da fratelli. Sulla libertĂ  di coscienza denuncia: si rischia che in alcuni paesi cristiani venga tolta ai medici contrari all’eutanasia. E cita un articolo di Vatican Insider scritto da Gianni Valente. Nel d...

I due giorni in Marocco di Papa Francesco all'insegna del dialogo

Immagine
Un viaggio del dialogo e della pace, un viaggio che si collega a quello negli Emirati, un viaggio della caritĂ  ecumenica come ha detto il Papa ai religiosi. I due giorni di Papa Francesco in Marocco non hanno forse cambiato la storia come quello di Giovanni Paolo II nel 1985 quando decine di migliaia di islamici ascoltarono il Papa di Roma parlare loro come credente cattolico. Ma certo hanno rafforzato e confermato la volontĂ  di dialogo tra le grandi religioni per un futuro di pace e fratellanza in ogni parte della terra. Anche per questo è stato firmato un nuovo appello per la pace di Gerusalemme, santa per le tre religioni monoteiste. Nulla di nuovo ma un solida conferma. Come una conferma dell’ impegno contro ogni fanatismo è stato i l primo discorso del Papa a Rabat. La visita del Papa all’ Istituto per la formazione di predicatori islamici è stata la conferma dell’impegno del Regno del Marocco ad essere baluardo dell’ Islam moderato e spirituale.

Dio attende la nostra conversione

Immagine
Anche questa domenica il Vangelo ci parla di un Dio paziente e della necessitĂ  della conversione e del ritorno ma la luce è tutta in quella festa della quale Dio ci vuole tutti partecipi. Potremmo dire, allora, che conversione è spalancare il cuore alla gioia. #Commento al #Vangelo di oggi. Rif.: Gs 5, 9a – 12; Sal 33; 2Cor 5, 17 – 21; Lc 15, 1 -3. 11 -32 Circondato da pubblicani e peccatori che corrono ad ascoltarlo, il Signore viene per questo aspramente criticato dagli scribi e dai farisei. Ma Egli spiega che è la misericordia del Padre a spingerlo verso chi molto ha peccato, perchĂ© tutti capiscano che ogni uomo, peccatore o no, è atteso da Dio con uguale amore e trepidazione. Per far questo GesĂą narra l’ormai famosissima parabola del “Figliuol prodigo”, una parabola che crediamo rivolta ai peccatori ed è invece rivolta a chi si crede giusto, a chi, pur avendo una cultura in campo religioso, non conosce Dio, non lo ama, non sente di appartenergli e se ne tiene lontano. ...

“Superiamo le nostre miopi logiche di divisione, viviamo come fratelli non come nemici”

Immagine
A Rabat la Messa a conclusione del Viaggio Apostolico in Marocco davanti a 10mila fedeli; appello di Papa Francesco al dialogo e all'unitĂ : "Solo se siamo capaci ogni giorno di alzare gli occhi al cielo e dire 'Padre nostro' potremo entrare in una dinamica che ci permetta di guardare e di osare vivere non come nemici, ma come fratelli" Rabat – “Ci minaccia sempre la tentazione di credere nell’odio e nella vendetta come forme legittime per ottenere giustizia in modo rapido ed efficace. Però l’esperienza ci dice che l’odio, la divisione e la vendetta non fanno che uccidere l’anima della nostra gente, avvelenare la speranza dei nostri figli, distruggere e portare via tutto quello che amiamo”. Così Papa Francesco si rivolge agli oltre 10mila fedeli, di 60 nazionalitĂ , che affollano il Complesso Sportivo Principe Moulay Abdellah di Rabat, dove il Pontefice presiede la Santa Messa a conclusione del suo Viaggio Apostolico in Marocco. Nella sua omelia, pron...

COME SAREBBE VIVERE LO STILE DI GESĂ™?

Immagine
Dovremmo imitarlo? Fare quello che ha fatto? Dire quello che ha detto? Pensare come Lui pensava? Dobbiamo riconoscere che provare a rispondere a queste domande ci porta in un vicolo ceco. Più di una volta non sapremmo come affrontarle. Chi potrebbe imitarlo o fare, dire e pensare come Lui? Risulta difficile e irraggiungibile, se ci pensiamo, partendo dalle nostre forze. Per riuscire a comprendere come si possa arrivare a vivere lo stile di Gesù forse dovremmo contemplare lo stesso Gesù. La prima cosa che vediamo è che Gesù ha una missione di cui è innamorato, e questo lo porta a fare, dire, pensare ciò che abbiamo conosciuto di Lui nei Vangeli: la Passione per annunciare il Regno di suo Padre. Egli concentra tutte le sue energie vitali che lo portano a dedicare interamente se stesso alla liberazione degli oppressi, a guarire gli ammalati, ad insegnare tutto ciò che riguarda il Padre suo a quelli che non lo conoscono, a dare la vita per amore e a soffrirne le conseguenze in man...